· Città del Vaticano ·

Verso il viaggio del Papa a Cipro
I francescani vi giunsero nel 1226. Papa Francesco li incontrerà nella capitale

La presenza cristiana a Cipro

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
29 novembre 2021

Ben documentata e ancora operante la presenza francescana a Cipro. Probabilmente i primi frati vi giunsero ancora vivente san Francesco e già nel 1226 a Nicosia vi era un convento con una chiesa e un ostello per i pellegrini diretti in Terra Santa. Nei decenni successivi, i frati minori si insediarono a Famagosta, a Limassol e a Pafos.

Il secolo xiv fu testimone di un ulteriore sviluppo.

Un periodo di gravi difficoltà per la vita e la missione dei frati si ebbe con le incursioni dei mamelucchi d’Egitto (1424-1426). Il convento di Limassol decadde, insieme alla perdita d’importanza commerciale della città, e quelli di Pafos e Famagosta dovettero essere abbandonati. La situazione peggiorò con la conquista ottomana di Cipro che mise fine al dominio della Repubblica di Venezia (1489-1570). Vi fu lo sterminio o la riduzione in schiavitù di vescovi, religiosi e fedeli cristiani di ogni rito e gli edifici religiosi furono trasformati in moschee e scuole coraniche. Anche gli otto frati della Custodia presenti nell’isola furono uccisi. Gravissime furono le conseguenze per la Chiesa di rito latino.

Tutto questo disastro non fece dimenticare Cipro ai frati della Custodia di Terra Santa che nel 1593 vi poterono rientrare. Riedificarono un convento prima a Larnaca e poi a Nicosia dove nel 2010 accolsero Papa Benedetto xvi e ora attendono Papa Francesco. Un secolo dopo istituirono a Nicosia una scuola anch’essa tuttora in funzione. La giurisdizione ecclesiastica sull’isola fu affidata al Custode di Terra Santa, che già la esercitava sulla Siria, il Basso Egitto e la Palestina con il titolo di prefetto apostolico. Favoriti dal nuovo corso ottomano (1839 e 1856), riformista e non ostile agli occidentali, e stimolati dall’attivismo dell’organizzazione protestante (Reformed Presbyterian Mission), i francescani promossero varie istituzioni religiose ed educative. La Custodia accolse nel 1844 la collaborazione delle suore di san Giuseppe dell’Apparizione che aprirono una scuola femminile cattolica-latina e si dedicarono a iniziative di beneficenza. Con il ristabilimento del patriarcato latino di Gerusalemme (1847), Cipro venne a far parte della diocesi patriarcale di Gerusalemme.

La dominazione inglese sull’isola portò un notevole miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Il numero dei fedeli cattolici aumentò. I frati ingrandirono la chiesa di Limassol nel 1879 e in seguito ricostruirono la cappella e la scuola alla marina di Larnaca. A Nicosia riedificarono l’ospizio e ampliarono la chiesa. Aggiunsero poi l’assistenza spirituale ai carcerati e ai soldati britannici di stanza sull’isola. La Custodia favorì l’estensione dell’attività educativa e assistenziale delle suore di san Giuseppe a Nicosia (1877) e Limassol (1884), iniziative emulate dalla Chiesa greco-ortodossa. Nel 1910 a Limassol istituì la parrocchia e alcuni anni dopo diede vita a un ospizio e a una chiesa per assistere la popolazione cattolica in crescita a Famagosta. Sempre a Limassol nel 1923 la Custodia aiutò l’insediamento delle suore missionarie francescane del Sacro Cuore per lavorare in una grande scuola femminile, ancora esistente e molto apprezzata. Tutte queste iniziative pastorali, educative e assistenziali congiunte giovarono pure all’incremento numerico dei cattolici latini.

Lo sbarco dei militari turchi nel nord dell’isola avvenuto nel 1974 portò all’isolamento di alcune istituzioni fondate dai frati minori. L’evento più doloroso fu la dissoluzione della comunità cattolica di Famagosta, da dove anche le suore francescane del Sacro Cuore furono costrette a partire.

Attualmente risiedono nella Repubblica di Cipro dieci francescani impegnati in tre case e parrocchie: Nicosia (con annessa scuola e cura di una cappella a Kyrenia, sulla costa settentrionale dell’isola sotto il controllo dei turco-ciprioti), Larnaca (con annessa casa di riposo per anziani) e Limassol. Nel convento di Nicosia ha sede anche la rappresentanza diplomatica della Santa Sede. In occasione del suo breve viaggio apostolico Benedetto xvi nel discorso pronunciato il 5 giugno disse, tra l’altro: «Rendo onore al grande e paziente lavoro della Custodia Francescana della Terra Santa».

di Giovanni Claudio Bottini
Decano emerito dello Studium Biblicum Franciscanum, Gerusalemme

 

Leggi anche:

Una terra divisa

Una Chiesa che vive di fede, speranza e carità
di Roberto Cetera

Tra Europa e Medio Oriente
di Andrea Sarubbi

Un Paese alle prese con l’aumento dei flussi migratori
di Andrea Sarubbi

Sulle tracce di san Barnaba il “figlio dell’esortazione”
di Giovanni Claudio Bottini