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Libri

La tenacia
di una donna russa
in fuga dalla Rivoluzione d’ottobre

  La tenacia di una donna  russa  in fuga dalla Rivoluzione d’ottobre  DCM-006
04 giugno 2022

C’è profumo di Russia nel libro Foglie sparse di Alessandra Jatta, un profumo che viene da vicende lontane ma che si sente anche oggi in un romanzo che racconta e ricorda guerre, rivoluzioni, oppressioni e privilegi di una terra e di un tempo lontano.

È la storia di una famiglia, o meglio, delle tre donne di una famiglia appartenenti all’aristocrazia nella Russia prima della rivoluzione, di Lenin e dei bolscevichi, della “terra ai contadini”, della cacciata dello zar, dell’esodo della grande nobiltà.

È la storia di una fuga che comincia nell’agosto del 1917, qualche mese prima dalla presa del Palazzo d’inverno; di una donna, Olga Pavlovna, che nella sua grande villa in campagna dove vive in una opulenza riparata e sicura, capisce tuttavia che un’era è finita e cerca di salvare la sua famiglia e i suoi figli. Lo vede con chiarezza: il suo mondo crolla e un altro, che non le appartiene, occupa spazi sempre più vasti.

Il viaggio della bisnonna e dei suoi cinque figli, fra cui la nonna dell’autrice, diventa un’occasione straordinaria per raccontare un mondo che sta per essere sommerso dalle macerie, la famiglia Olsufiev, i rapporti e gli intrecci con i Romanov, la dinastia dello zar, l’affascinante vita dei privilegi, della ricchezza, della cultura e della tradizione ma, soprattutto, la determinazione delle donne della famiglia a portare in salvo quel che resta di un mondo antico e oramai sommerso da altre priorità, altri principi, altri valori.

Il racconto di questo mondo, sfavillante e all’apparenza immodificabile, che l’autrice fa raccontare dalla madre e dalle due tate ai cinque bambini durante il lungo viaggio che deve avvicinarli al padre, intriga e travolge il lettore proprio perché lontano, irripetibile, definitivamente perduto. Olga Pavlovna ne è consapevole, per questo nel dramma che la travolge rimane ferma nella difesa di ciò a cui non può rinunciare: i suoi figli, la sua cultura, i suoi ricordi.

In qualche modo li metterà in salvo e un giorno riporterà le memorie del passato che fu in un quaderno. Sono note — scrive — «trasportate in balia del vento, sollevate dalla tempesta… Foglie d’inverno, strappate al bell’albero un tempo così forte. Tutte secche, pronte a cadere insieme al Grande Paese…».

E noi le leggiamo con il rispetto e la curiosità che si deve ai ricordi di una storia passata e ai vinti che di quella storia sono stati protagonisti, ma soprattutto ad una forza femminile che dovunque si collochi non accetta di rimanere nascosta.

di Ritanna Armeni