· Città del Vaticano ·

Obbiettivi e progetti dell’associazione Persona al Centro

Per stipare in un unico bagaglio esperienze
e competenze

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
28 maggio 2021

«Siamo confortati dal clima di aspettativa che avvertiamo attorno alla nostra scelta, pur consapevoli della responsabilità e dell’ampiezza di un compito per il quale coinvolgeremo altri interlocutori»: con queste parole Vittorio Possenti, tra i massimi esponenti della filosofia contemporanea, ha accompagnato la presentazione dell’associazione Persona al Centro. Uno spazio di riflessione e proposta, nato spontaneamente, a cui aderiscono intellettuali, accademici, ricercatori, e, soprattutto, amici accomunati dalla convinzione della necessità di fare perno sulla centralità della persona e rilanciare la figura dell’essere umano in quanto “prospettiva delle prospettive”, ognuno condividendo il proprio bagaglio teorico, di esperienze e competenze. Le motivazioni che fanno da sfondo a questa formazione si contestualizzano nell’attuale cornice culturale, da cui emerge l’esigenza, più o meno esplicita, di reinterpretare in maniera nuova la dimensione dell’individuo, nei contesti personali e sociali. Libertà personale e giustizia sociale, pilastri della Costituzione repubblicana, sono gli ideali di riferimento che qualificano l’associazione, non solo, ma anche, come organo di formazione etico-politica e valoriale. «Si tratta di un ambiente che ospita una pluralità di modi di intendere la persona, mantenendosi estraneo a ideologie o dottrine partitiche» spiega Possenti, rivendicando una funzione costruttiva, tesa ad «evitare una decostruzione dell’idea stessa di individuo, riconducendolo all’impersonale, nella cui logica si consuma la dissoluzione dell’essere umano». Alle sfide del nostro presente umano e culturale — crisi dell’etica e della democrazia, potenza pervasiva della tecnica, primato dell’homo oeconomicus, squilibrio eco-sistemico, disparità di genere, trans e post-umanesimo — l’associazione risponde attraverso il linguaggio della filosofia, del dialogo, della proposta e del confronto, raccogliendo i segnali socio-culturali dello scenario globale e tentando di scioglierne i nodi più pressanti. «Con la formula di persona come “prospettiva delle prospettive” intendiamo ribadire il rispetto e la promozione del singolo individuo nell’insieme delle sue sfaccettature e bisogni, in particolare di fronte ad una molteplicità di voci che esigono una adeguata considerazione del concetto di dignità umana: questo per evitare che il suo significato sia svuotato, fino ad appiattirlo ad un naturalismo riduttivo» sottolinea il filosofo. Proprio nell’essenza costitutiva, sostanziale e relazionale, della persona, del resto, prende corpo la cultura filosofica, teologica, giuridica e pedagogica occidentale: un humus che, da molti anni in ambito europeo e mondiale, merita un approfondimento, anche perché la persona è da sempre esposta a molteplici insidie, tese a minarla. All’interno della formazione si ritrovano gruppi di lavoro su singoli nuclei, improntati al metodo “laico” della ricerca razionale dialogica: un criterio che non fissa un contenuto a priori, ma un’istanza metodologica di rispetto della realtà nelle sue varie dimensioni. Riflettendo sul ruolo della donna nel xxi secolo, in famiglia e società, sono di ispirazione intellettuali del calibro di Edith Stein e Simone Weil. «Ci rifacciamo ad un substrato culturale che nel xx secolo ha visto J. Maritain e E. Mounier tra i padri fondatori del personalismo: anzi, studiare le “filosofie della persona”, sviluppate nell’Italia moderna e contemporanea, rientra tra i compiti dell’associazione, valorizzando quelle figure di filosofi, intellettuali, giuristi e pedagogisti che hanno offerto originali contributi rispetto al nostro campo di indagine: ad esempio, in ambito cristiano, Giuseppe Capograssi, Luigi Stefanini, Armando Rigobello, e in quello laico, Antonio Banfi, Norberto Bobbio, Stefano Rodotà». Aperta a rapporti di collaborazione con fondazioni e centri di ricerca scientifica, interessati ad individuare i valori impliciti nella nozione di persona, anche in contesti apparentemente distanti, l’associazione intende praticare un autentico esercizio democratico, indicando possibili itinerari per ripensare le ragioni della vita sociale e le relazioni interpersonali e comunitarie. A questo scopo non mancheranno occasioni di confronto, come convegni annuali multidisciplinari aperti al pubblico, seminari tematici o scuole estive, non solo per addetti ai lavori, ma ispirate al modello di agorà circolare e partecipata. In particolare, marcate sono la tensione e la sensibilità verso il mondo della scuola e dell’università: qui, le attività promosse intendono porsi quale occasione di approfondimento e aggiornamento, ma anche coinvolgere ed appassionare alla filosofia un’ampia platea di giovani e docenti.

di Silvia Camisasca