· Città del Vaticano ·

Quando il confronto fa paura

Il cordone della polizia schierato a difesa del festival culturale a Belgrado

Attaccato in Serbia un festival per promuovere le relazioni con il Kosovo

27 ottobre 2020

Alcuni militanti appartenenti all’estrema destra serba hanno tentato un’aggressione ai danni dei partecipanti al festival Mirëdita, Dobar Dan durante la giornata di apertura dello scorso 22 ottobre a Belgrado. A partecipare all’azione sono stati centinaia di manifestanti, in gran parte seguaci dei partiti politici serbi Srpska Desnica e Srpska Stranka Zavetnici, entrambi noti per le posizioni ultraconservatrici e nazionaliste. La polizia serba è però prontamente intervenuta, riuscendo a formare un cordone intorno alla sede dell’iniziativa e a impedire l’ingresso ai militanti. Questi si sono fermati all’esterno dell’area, intonando slogan contro l’indipendenza del Kosovo e inneggiando alla violenza contro i partecipanti al festival. Uno dei militanti è inoltre riuscito a eludere le misure di sicurezza e a salire sul palco della manifestazione culturale, dove ha strappato di mano il microfono alla conduttrice e protestato ad alta voce contro l’evento prima di essere portato via di peso dalla sicurezza.

Il festival Mirëdita, Dobar Dan (letteralmente, “buon giorno” in serbo e in albanese) si svolge ogni anno a Belgrado dal 2014. Solitamente previsto per il mese di giugno, era stato posticipato quest’anno a causa della pandemia di covid-19. Scopo della manifestazione è quello di promuovere il dialogo fra serbi e kosovari tramite lo scambio culturale, in modo da costruire migliori relazioni sociali e politiche fra i due Paesi.

Il fondatore dell’evento, Kushtrim Koliqi, ha dichiarato che considera assurdo come i giovani di entrambi i Paesi non conoscano l’altro se non attraverso gli stereotipi e i pregiudizi che gli sono stati raccontati da altri. Ideato e realizzato da tre organizzazioni non governative (la kosovara Integra e le serbe Youth initiative for human rights e Civic initiatives), il festival consiste in una serie di incontri, proiezioni cinematografiche e performance teatrali ispirati dalla cultura kosovara con influenze albanesi. Questa non è la prima volta che l’iniziativa si trova minacciata da aggressioni esterne.

Già le passate edizioni, infatti, erano state segnate da incidenti di vario genere e scontri fra i dimostranti ostili alla manifestazione e le forze dell’ordine serbe. «Putroppo, gli anni passano ma la stessa scena si ripete ogni volta», ha commentato Fiona Jelici, una degli organizzatori.

Ciò che i manifestanti contestano è la politicizzazione a loro parere eccessiva del festival, ritenendolo uno strumento del Partito progressista serbo, attualmente al governo, per accrescere il suo consenso.

di Giovanni Benedetti