· Città del Vaticano ·

La “magna charta” della pastorale migratoria

Un particolare della copertina del volume della Libreria editrice vaticana

Ripubblicata in italiano moderno dalla Lev la costituzione apostolica di Pio XII «Exul familia»

20 giugno 2020

«Modello e sostegno di tutti gli emigranti e pellegrini di ogni età e di ogni paese, di tutti i profughi di qualsiasi condizione che, incalzati dalla persecuzione o dal bisogno, si vedono costretti ad abbandonare la patria, i cari parenti, i vicini, i dolci amici, e a recarsi in terra straniera», è «la Famiglia di Nazareth in esilio», ovvero «Gesù, Maria e Giuseppe, emigranti in Egitto e qui rifugiati per sottrarsi alle ire di un empio re». Sembrano parole pronunciate oggi da Papa Francesco e invece appartengono a Pio XII, che nel 1952 le scrisse nell’incipit della costituzione apostolica Exsul familia. In occasione della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra sabato 20 giugno, un volume della Libreria editrice vaticana ripropone in italiano moderno il testo pacelliano, vera e propria pietra miliare del magistero pontificio sull’argomento, per ricordare che i cristiani sono chiamati a vedere riflessi dei volti dei migranti, degli sfollati e dei rifugiati quelli del piccolo Gesù e della sua famiglia. Datata 1° agosto 1952, quella che è stata definita la «Magna Charta della pastorale migratoria» fu data alle stampe pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. Spiega nell’introduzione Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione: «La situazione dell’Europa e del mondo, sette anni dopo la conclusione del sanguinoso conflitto costato la vita — secondo le stime prevalenti — a circa 55 milioni di persone, per la maggior parte civili, registrava ancora un numero elevato di sfollati di guerra». Ed è in tale scenario di devastazione e di ricostruzione, segnato da forti movimenti di masse popolari, che si inserisce la costituzione apostolica di Papa Pacelli, colui «che quella guerra aveva cercato di evitare per poi prodigarsi in favore delle vittime». Purtroppo, osserva Tornielli, «il testo in italiano di questo documento, oggi poco ricordato, non era facilmente reperibile». Da qui la decisione «di ripubblicare la prima e più corposa parte» di Exul familia, presentando «la sollecitudine manifestata lungo i secoli dalla Chiesa in favore di rifugiati e migranti». Il libro che la contiene (La Famiglia esule, Lev, pp. 152, 10 euro) infatti è arricchito con il messaggio di Francesco per la 105a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (29 settembre 2019) e con due saggi di commento — ne pubblichiamo stralci in questa pagina — che illustrano la continuità del magistero e ne inquadrano il contesto: sono curati rispettivamente dallo scalabriniano Fabio Baggio, sotto-segretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale (Dssui), e dallo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio. E così, assicura Tornielli, sfogliando il libro «si comprende di più e meglio il magistero dell’attuale Pontefice su questo tema».

In un orizzonte universale
di Andrea Riccardi

La famiglia esule nel magistero di Papa Francesco
di Fabio Baggio