· Città del Vaticano ·

La famiglia esule nel magistero di Papa Francesco

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg

20 giugno 2020

Migranti, rifugiati, richiedenti asilo, sfollati e vittime della tratta sono da annoverarsi tra gli abitanti delle “periferie esistenziali” che Papa Francesco ha più volte denunciato. Sin dall’inizio del suo pontificato, il Santo Padre ha dedicato un’attenzione speciale ai loro bisogni e ha voluto incontrarli di persona, per manifestare la sua vicinanza alle loro sofferenze. Lo ha fatto a Lampedusa, a Lesbo a Rabat e in molti altri luoghi simbolo degli esodi contemporanei.

Papa Francesco ha ripetutamente spronato le comunità cristiane di tutto il mondo a prodigarsi nell’accoglienza, protezione, promozione e integrazione di tanti fratelli e sorelle che bussano alla porta in cerca di una vita degna e di un futuro migliore per se stessi e per le loro famiglie. Il Santo Padre ha offerto a tutti la sua instancabile guida, la sua predicazione, i suoi insegnamenti e i suoi gesti di speranza.

Nei suoi diversi pronunciamenti, Papa Francesco ha fatto spesso riferimento al magistero dei suoi predecessori, sottolineandone il valore e la lungimiranza. E non poteva mancare il riferimento alla costituzione apostolica Exsul familia... «il primo documento ufficiale della Santa Sede che affronta in modo globale e sistematico, sia dal punto di vista storico sia pastorale e canonico, l’assistenza spirituale ai migranti» (F. Hamao, Il materno abbraccio della Chiesa a tutti gli uomini, senza distinzioni, «People on the Move»).

La Exsul familia è divisa in due parti (titoli); la prima è dedicata a una rassegna storica delle azioni pastorali più importanti, realizzate dalla Chiesa nell’ambito della cura dei migranti. La seconda presenta un compendio sistematico di princìpi dottrinali e indicazioni pastorali. Nella presente pubblicazione si è deciso di limitarsi alla prima...

Il magistero di Francesco su migranti e rifugiati è particolarmente ricco; sono numerosi i messaggi, le omelie e i discorsi che il Santo Padre ha voluto dedicare alla cura dei migranti. Chiari riferimenti allo stesso tema sono presenti anche nei documenti più corposi, quali le esortazioni apostoliche Evangelii gaudium (2013), Amoris laetitia (2016), Gaudete et exsultate (2018), Christus vivit (2019), e l’enciclica Laudato si’ (2015).

Negli insegnamenti di Papa Francesco vengono ripresi e rivisitati alcuni temi già presenti nella Exsul familia. Si tratta di elementi importanti della pastorale migratoria che il Santo Padre reinterpreta e contestualizza nel mondo di oggi, nello spirito dell’aggiornamento auspicato dal Concilio Vaticano II...

Mi è grato sottolineare una coincidenza tra i contesti storici dei due Pontefici, la quale è facilmente deducibile dal numero 99 della Exsul familia, dedicato a spiegare la ragione dell’excursus storico del primo titolo; ciò appariva tanto più necessario in questi nostri giorni, in cui la provvida attività della Madre Chiesa viene dagli avversari tanto falsamente criticata, misconosciuta e contestata proprio su quel terreno della carità, che essa si trovò per prima a dissodare e non di rado fu lasciata sola a coltivare...

Tra le importanti azioni della Chiesa a favore dei migranti, Pio XII non tralascia di annoverare le attività promosse da vescovi e presbiteri per facilitare il processo di adattamento e le costruzioni di società conviviali... Facendo tesoro dei risultati delle più recenti scienze umane e sociali, Francesco preferisce parlare di integrazione, «che non è né assimilazione né incorporazione, è un processo bidirezionale, che si fonda essenzialmente sul mutuo riconoscimento della ricchezza culturale dell’altro» (Discorso ai partecipanti al Forum Internazionale Migrazioni e pace, 21 febbraio 2017). In una prospettiva ecclesiologica, il Papa considera l’integrazione tra migranti e autoctoni come un elemento fondamentale per la costruzione di comunità veramente cattoliche...

Gli elementi illustrati sono sufficienti a evidenziare una chiara continuità nel magistero dei due Pontefici. Lo si nota in particolare nelle preoccupazioni pastorali esposte, nelle raccomandazioni dirette ai diversi attori e nelle risposte operative abbozzate. Ancora una volta si rivela l’estrema utilità di rifarsi alla tradizione della Chiesa per interpretare le sfide attuali in ambito migratorio. Essa costituisce una vera miniera di riflessioni e intuizioni operative che dovrebbero essere considerate attentamente per elaborare risposte pastorali adeguate ed efficaci.

Il fenomeno migratorio si caratterizza per una estrema variabilità, imprevedibilità e complessità. Tali connotazioni impongono una continua revisione delle letture tese a individuare le sfide pastorali e le risposte che la Chiesa è chiamata a dare. Tanto Pio XII come Papa Francesco si sono impegnati profondamente in questo esercizio di contestualizzazione e aggiornamento, necessario per rendere più profetica, adeguata ed efficace l’azione missionaria della Chiesa per, tra e con i migranti.

Anche se mai citati in modo esplicito, non è difficile leggere tra le linee della Exsul familia i quattro verbi cui Papa Francesco ha voluto articolare il ministero tra migranti e rifugiati: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Quanto affermato nel punto Premura nell’ospitalità ben può essere inteso come esplicitazione del primo verbo. I punti Preservare dalle insidie e Impegno contro la schiavitù si possono correttamente ascrivere al verbo “proteggere”. Al verbo “promuovere”, poi, si può riferire il punto Azione di advocacy. Quanto espresso come Impegno per l’integrazione può essere facilmente compreso come la realizzazione dell’ultimo verbo.

di Fabio Baggio