
«Tutti i popoli, anche i più piccoli e i più deboli, devono essere rispettati dai potenti nella loro identità e nei loro diritti, in particolare il diritto di vivere nelle proprie terre; e nessuno può costringerli a un esilio forzato». L’ha detto il Papa alla delegazione del “Chagos Refugees Group”di Port Louis ricevuta in udienza sabato 23 agosto. «La rinnovata prospettiva del vostro ritorno nel vostro arcipelago natale è un segno incoraggiante e ha forza simbolica sulla scena internazionale», ha proseguito il Pontefice rimarcando come gli anni di esilio abbiano «causato molte sofferenze tra voi. Avete conosciuto la povertà, il disprezzo e l’esclusione». Di qui l’auspicio che il Signore possa «guarire le vostre ferite e concedervi la grazia del perdono verso quanti vi hanno fatto del male» e l’invito «a guardare risolutamente al futuro».
L’arcipelago delle Isole Chagos, nell’Oceano Indiano, è stato Territorio britannico d’Oltremare da quando nel 1965 le Isole Maurizio accettarono di separarsene in cambio dell’indipendenza. Negli anni ’70 del secolo scorso circa duemila persone furono costrette all’esilio per consentire la nascita della base statunitense di Diego Garcia. Dopo decenni travagliati, lo scorso maggio il Regno Unito ha firmato la cessione dell’arcipelago al Paese africano.