«In Terra Santa si ponga fine

Nella catechesi il richiamo alla vera speranza che non è evasione ma decisione di perseverare nell’amore
Terrore, distruzione e morte: sono le parole con le quali Leone XIV ha descritto il conflitto in corso in Terra Santa, rinnovando l’appello al cessate-il-fuoco durante l’udienza generale di stamani, svoltasi principalmente in Aula Paolo VI, ma articolatasi anche nel cortile del Petriano e nella basilica Vaticana.
Lanciando «un forte appello sia alle parti implicate che alla comunità internazionale», Papa Prevost ha auspicato che «si ponga termine al conflitto in Terra Santa, che tanto terrore, distruzione e morte ha causato». Quindi, associandosi alla Dichiarazione congiunta dei Patriarchi greco-ortodosso e latino di Gerusalemme diffusa ieri, dal Pontefice è giunta la «supplica» a liberare gli ostaggi, facilitare «l’ingresso sicuro degli aiuti umanitari» e rispettare il diritto umanitario, inclusi la tutela dei civili e il divieto degli sfollamenti forzati.
In precedenza, proseguendo il ciclo di catechesi giubilari avviato dal predecessore Francesco sul tema «Cristo Nostra Speranza», ai fedeli presenti e a quanti erano collegati attraverso i media il vescovo di Roma aveva offerto una riflessione sull’episodio evangelico riguardante l’arresto di Gesù nell’orto degli Ulivi: «Nel cuore della notte, quando tutto sembra crollare — aveva detto —, Gesù mostra che la speranza cristiana non è evasione, ma decisione». Infine, Leone XIV aveva esortato i fedeli a seguire «la logica del Vangelo», sull’esempio dei santi Monica e Agostino, la cui memoria liturgica ricorre rispettivamente oggi e domani.