· Città del Vaticano ·

Democrazia: rischio di arretramento e opportunità di partecipazione

 Democrazia: rischio di arretramento  e opportunità di partecipazione  QUO-148
02 luglio 2024

Il 4 dicembre 2021, durante il viaggio apostolico in Grecia, Papa Francesco ha pronunciato un intervento che si incrocia con una riflessione che gli scienziati sociali stanno portando avanti ormai da diversi anni. Infatti, ha denunciato un «arretramento della democrazia» in molti Paesi del mondo, riferendosi indirettamente proprio ai report che indicano una costante diminuzione dei regimi democratici o un significativo indebolimento delle loro strutture istituzionali e di garanzia.

Per molti versi quell’intervento apre le porte a un nuovo capitolo della riflessione tra dottrina sociale della Chiesa e democrazia che si sviluppa in maniera costante almeno dal radiomessaggio natalizio di Pio xii del 24 dicembre 1944. Specialmente nell’ultimo trentennio, i documenti che offrono motivi di riflessione sono molti e significativi: nella Centesimus annus san Giovanni Paolo ii scrive che la Chiesa apprezza la democrazia e ne individua la forma autentica in quella che prevede uno Stato di diritto e una retta concezione della persona umana. Papa Benedetto xvi , nella Caritas in veritate, auspica che l’autorità preposta a governare la globalizzazione sia sussidiaria e poliarchica, allargando così la prospettiva a due capisaldi della teoria democratica contemporanea. Papa Francesco mette in guardia dai rischi di una democrazia a bassa intensità e nella Evangelii gaudium sottolinea l’importanza di tutelare il pluralismo, un altro baluardo della teoria democratica, quando propone il modello del poliedro per garantire la presenza di tutte le parzialità sia nell’azione pastorale che in quella politica.

Le conoscenze elaborate nel corso dei decenni possono essere preziose per comprendere e gestire le sfide che le democrazie si trovano ad affrontare oggi. Segnaliamo le più rilevanti: la prima è quella della recessione democratica evocata in apertura. La seconda è relativa al cosiddetto trend illiberale, ossia la diffusione di un modello alternativo alla democrazia liberale, dove, tra l’altro, la prospettiva cristiana viene declinata con modalità differenti rispetto a quelle elaborate nell’ultimo secolo. Infine, la terza sfida riguarda il circuito tra partecipazione e rappresentanza, dal momento che risulta sempre più urgente trovare un nuovo equilibrio che possa tenerle efficacemente insieme.

*Ricercatore di filosofia politica
all’Università Cattolica del Sacro Cuore

di Antonio Campati *