· Città del Vaticano ·

Minimalia

Henry James e l’osso del cane

 Henry James e l’osso del cane  QUO-120
28 maggio 2024
Ne L’arte del romanzo, un saggio del 1884, lo scrittore statunitense, naturalizzato britannico, Henry James scriveva che «la sola ragione dell’esistenza di un romanzo è che esso tenta di rappresentare la vita». Si tratta del tentativo di scavare, di trovare e poi — atto finale — di selezionare. Un tentativo legato al realismo psicologico, caratteristica fondante della narrativa dello scrittore. In linea con questa valutazione, nella prefazione a Le spoglie di Poynton, James dichiara: «Poiché la vita è tutta inclusione e confusione, e l’arte tutta discriminazione e scelta, quest’ultima, alla ricerca del duro valore latente di cui solo si preoccupa, ringhia attorno alla massa tanto indistintamente e infallibilmente quanto un cane sospettoso d’un qualche osso sepolto». Tuttavia, mentre il cane ...

Questo contenuto è riservato agli abbonati

paywall-offer
Cara Lettrice, caro Lettore,
la lettura de L'Osservatore Romano in tutte le sue edizioni è riservata agli Abbonati