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Realtà poliedrica in cammino

 Realtà poliedrica in cammino  DCM-009
30 settembre 2023

Da tedesca, cattolica e da docente universitaria con una formazione internazionale, mi chiedo come sia possibile declinare il Sinodo. Un percorso in comunione tra i gruppi appare al momento difficilmente percorribile. Per rifarsi al pensiero di Romano Guardini, anziché cercare insieme un “ethos del potere” sarebbe necessario assumersi in un modo solidale la responsabilità delle conseguenze che una “cultura del guardare dall'altra parte” ha causato in tutta la Chiesa. Invece si stanno facendo tentativi nelle lotte di potere politiche per portare avanti o impedire le riforme. Tuttavia questo “errore di costruzione” del cammino sinodale ha le sue radici nella storia del cattolicesimo tedesco, che subito dopo il Concilio si è diviso in gruppi irriducibili. Le discussioni sono trascinate nella politica ecclesiale: dalla riforma liturgica, quella della democrazia, della pace, della sostenibilità ambientale, tutte le questioni morali e teologiche sulla sessualità e sulla tutela della vita umana. Finanche il tema dell’abuso. Una semplice nuova “ridistribuzione dei poteri” non può creare un “nuovo ethos del potere”. Anche "più donne" non porta alcun cambiamento fondamentale.

Nella sua lettera all’arcivescovo Victor Manuel Fernandez come Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il Papa spiega il nuovo compito: «custodire l’insegnamento che scaturisce dalla fede per dare ragione della nostra speranza, ma non come nemici che additano e condannano» citando l’Evangelii Gaudium e Laudato Si’, ispirati da Guardini. Il principio guardiniano dell’opposizione polare viene in soccorso alla possibilità che la Chiesa possa ripensare queste categorie di base, come anche la comprensione contemplativa del mondo. Forse bisognerebbe meglio comprendere l’attenzione che il Papa rivolge verso il cammino sinodale come realtà poliedrica nella comunione ecclesiale. Proprio questo potrebbe impedire la stigmatizzazione reciproca, che non segue il principio dell’opposizione polare, che si distingue nel rapporto degli opposti, sia dalla contraddizione (di un primato dell'opposto), sia dalla semplice sintesi dei due poli in una integrazione dell'uno nell'altro. La verità consiste nel coraggio di stare dentro le tensioni per incoraggiare “una sana integrazione dei saperi“.

di Yvonne Dohna Schlobitten