· Città del Vaticano ·

Letture di Rosa Lupoli

La resilienza
di una giovane donna

 La resilienza di una giovane donna  DCM-009
01 ottobre 2022

Valerie Perrin, Cambiare l’acqua ai fiori, E/O, 2019

Libro celebrato e premiato di Valerie Perrin, è la storia della resilienza di una giovane donna, Violette, orfana, che ritrova se stessa con un amore inaspettato dopo un matrimonio fallimentare e la perdita di una figlia sepolta nel cimitero in cui lavora come custode. La sua è una visione laica molto bella della morte, e lei la racconta attraverso le relazioni di ciascuna sepoltura riportando le ultime parole o gli ultimi gesti dei familiari sulle tombe dei loro cari prima che vengano interrate. Sembra che Dio non ci sia ma il libro è pieno di amore non dato, di amore ricevuto, di amore che sbaglia direzione, di amore che si rattrappisce, di amore che provoca morte. Intorno alla protagonista figure del passato e del presente, ma semplice, ferma e infine luminosa emerge quella del cappellano padre Cedric, che nella sua capacità di godere delle piccole gioie della vita e senza polemiche afferma con forza la sua appartenenza a Cristo e la sua fiducia nell’avere il centuplo già da qua giù, come avviene alla fine del libro con una paternità realizzata nella maniera giusta. Folgorante e a pochi momenti dalla fine del libro la citazione della prima lettera di Giovanni (3,14-18) durante una sepoltura: «Sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita se amiamo i fratelli» Quando sono arrivata a leggerlo mi sono dovuta fermare per l'emozione e il libro, bello di per sé, si è riacceso di nuova luce in un attimo.