· Città del Vaticano ·

Letture di Rosa Lupoli

Una donna deve avere soldi
e una stanza, se vuole scrivere romanzi

 Una donna deve avere soldi  e una stanza, se vuole scrivere romanzi  DCM-008
03 settembre 2022

Virginia Woolf, “Una stanza tutta per sé”, Emons

Ho ascoltato da un sito di audiolibri, tutto d’un fiato, il saggio di Virginia Woolf sul rapporto tra le donne e la letteratura in Inghilterra. All’inizio non ho capito molto ma la melodia di sottofondo era la feroce e pungente ironia della scrittrice inglese del primo Novecento, sulla situazione delle donne che avessero voluto scrivere un romanzo nei secoli precedenti al suo. Ho atteso un bel po’ prima di scoprire soprattutto il senso del titolo dato a queste due conferenze tenute a Newnham e Girton, college femminili dell’università di Cambridge, nel 1928. La conclusione è sorprendente ma non inaspettata: se le donne avessero avuto una stanza per sé, dove né marito e né figli potessero disturbarle e avessero una disponibilità economica di almeno 500 sterline l’anno, sicuramente gli scaffali della biblioteca di Cambridge sarebbero pieni di studi e romanzi scritti da donne. L’invito conclusivo, fatto alle giovani studentesse, è quello di non accontentarsi ma di coltivare lo studio senza permettere al sistema patriarcale maschile di decidere della loro libertà intellettuale, creativa e poetica. «La libertà intellettuale dipende da cose materiali. La Poesia dipende dalla libertà intellettuale».