· Città del Vaticano ·

Stati Uniti
La finanza con il cuore di una suora, a protezione dell’ambiente

Patricia Daly

 Patricia Daly  DCM-008
03 settembre 2022

Ha convinto la General Electric a ripulire di tasca propria il fiume statunitense Hudson, investendo miliardi di dollari per rimuovere tonnellate di residui inquinanti scaricati dall’azienda. E’ riuscita a portare la compagnia petrolifera Exxon verso nuove forme di sostenibilità ambientale e con un portfolio di 2 miliardi di dollari ha fatto tremare la Apple. Suor Patricia Daly siede gomito a gomito nei consigli di amministrazione di aziende con fatturati impressionanti e con un ruolo spesso silenzioso ma efficace, quello di usare il proprio pacchetto di azioni per dirigere le politiche aziendali verso la lotta al cambiamento climatico e alla protezione ambientale. Le azioni non sono le sue, naturalmente, ma appartengono agli investitori di fede cattolica che vogliono utilizzare la propria forza economica a favore dei diritti umani e dell’ambiente, riuniti nella associazione statunitense Investor Advocates for Social Justice, che fino al 2019 si chiamava Tri-State Coalition for Responsible Investments, nata all’epoca dell’apartheid africano per spingere il governo di allora a bandire le discriminazioni contro i neri. Della Tri- cri suor Daly è stata direttrice esecutiva negli anni scorsi, con risultati clamorosi. Lei dice di maneggiare la finanza con il cuore di una suora dominicana, la sua congregazione. Il suo obiettivo più importante, dice, è stato riuscire a inserire gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite tra i prodotti di investimento offerti dalle holding potentissime della finanza, che normalmente non sono imbevute di etica. «Abbiamo impiegato mesi a trovare una azienda che lavorasse con noi. La Morgan Stanley è la prima istituzione finanziaria a elaborare prodotti di investimento con una organizzazione religiosa. Si tratta di 180 milioni di dollari, non è una cifra enorme, ma è un modello per Wall Street e per le aziende di tutto il mondo», ha dichiarato. Da esponente di Interfaith Center on Corporate Responsibility, suor Daly professa inoltre la sua enorme stima nelle donne anche all’interno della Chiesa, tanto da cambiare il linguaggio biblico ed evangelico: «Cerco di non usare parole troppo maschili», ha spiegato a un convegno ‘Donne di fede nella finanza’ a New York lo scorso ottobre. Perché la forza e lo spirito femminili sono depositari della cura dell’ambiente e del Creato e hanno provato di essere la chiave giusta per cominciare a cambiare uno dei settori più pervicacemente predatori in questo settore, la finanza mondiale. (laura eduati)