· Città del Vaticano ·

Letture di Rosa Lupoli

Dialogare
con lo sprezzante Qoelet

 Dialogare con lo sprezzante Qoelet  DCM-004
02 aprile 2022

Lidia Maggi, Una fragile bellezza.
La vita con gli occhi di Qoelet,
San Paolo 2017

Mi ha colpito il titolo e il fatto che sia una donna a commentare un libro biblico così ostico come quello del Qoelet che per quanto lo studi, lo mediti e lo rileggi ti chiedi sempre come sia stato inserito nelle Sacre Scritture o il motivo profondo per il quale lo si trovi tra i libri sapienziali.

Lidia Maggi, pastora battista, teologa e biblista, è riuscita, con sapienza rara, a farmi entrare nello spirito di questo saggio ebraico che guarda alla vita con disincanto ma anche, aldilà delle apparenze, con profonda responsabilità e grande desiderio. La citazione iniziale mi ha stravolta, chi mai penserebbe di dialogare con lo sprezzante Qoelet? Solo una donna speciale come la poetessa Wisława Szymborska che invece ne parla alla consegna del premio Nobel della letteratura il 7 dicembre 1996, immaginando di prendergli addirittura la mano e suggerendogli qualche riflessione sapienziale con garbata ironia.

Grazie Lidia Maggi che, con gentile convinzione, mi hai fatto fare con maggiore consapevolezza il mio turno di lettrice dell’Ufficio delle Letture nella settimana viii del Tempo Ordinario della liturgia delle ore, nella quale si leggono appunto passi scelti del Qoelet.


Rosa Lupoli è monaca cappuccina di Napoli, badessa del monastero Santa Maria in Gerusalemme detto delle Trentatrè, fondato dalla Beata Maria Lorenza Longo