· Città del Vaticano ·

I saluti

Il pensiero ai disoccupati
e ai precari

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12 gennaio 2022

Le parole di Francesco al termine dell’incontro


Al termine della catechesi, il Papa ha salutato i vari gruppi linguistici presenti, con le parole che riportiamo di seguito. L’udienza si è poi conclusa con il canto del Pater Noster e la benedizione apostolica.

Sono lieto di salutare i pellegrini dei Paesi francofoni, in particolare i giovani della Diocesi di Tarbes insieme a Mons. Emmanuel Gobilliard, Vescovo Ausiliare di Lione. Per intercessione di San Giuseppe, possano i giovani, i padri e le madri disoccupati e che vivono nella precarietà e nell’angoscia per le loro famiglie, trovare lavoro per condurre una vita dignitosa e serena.

A tutti di voi, la mia Benedizione!

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’Udienza odierna, specialmente quelli provenienti dagli Stati Uniti d’America. Su tutti voi, e sulle vostre famiglie, invoco la gioia e la pace del Signore. Dio vi benedica!

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua tedesca. Condividiamo con i deboli le nostre attività. È di grande importanza per loro ed è un significativo sostegno anche per noi. Il Dio misericordioso benedica voi e le vostre famiglie.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. Los animo a reflexionar sobre el sentido que damos al propio trabajo, a verlo como un servicio, como un modo de ayudar a los demás con nuestro esfuerzo. Que el Señor los bendiga y bendiga todas sus tareas, de modo que sean siempre para la mayor gloria de Dios. Muchas gracias.

Saluto con affetto i fedeli di lingua portoghese. Con Gesù e San Giuseppe aiutiamo i nostri fratelli e le nostre sorelle a recuperare il valore del lavoro, affinché viviamo tutti insieme, con coscienza gioiosa, la nostra dignità di figli di Dio. Su tutti scenda la Benedizione del Signore.

Saluto i fedeli di lingua araba. Chiediamo a San Giuseppe, Patrono della Chiesa, che ha lavorato per assicurare ogni giorno il pane alla famiglia di Nazaret, provando l’amarezza della povertà e della precarietà del lavoro, di proteggere i lavoratori nella loro dura esistenza quotidiana, difendendoli dallo scoraggiamento e dallo sfruttamento, e di custodire la pace nel mondo, che sola può garantire lo sviluppo dei popoli. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga sempre da ogni male!

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Cari fratelli e sorelle, insieme a San Giuseppe falegname, chiediamo al Signore che il mondo di oggi sia sempre più sensibile al valore umano e spirituale del lavoro. Infatti, come diceva San Giovanni Paolo ii, «grazie al banco di lavoro presso il quale esercitava il suo mestiere insieme con Gesù, Giuseppe avvicinò il lavoro umano al mistero della Redenzione» (Redemptoris custos, 22). Benedico di cuore voi, le vostre famiglie e i vostri cari.

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i membri dell’Istituto secolare Orionino. La figura di San Giuseppe, umile falegname di Nazaret, ci orienti verso Cristo, sostenga coloro che operano per il bene e interceda per quanti hanno perso il lavoro o non riescono a trovarlo.

Il mio pensiero va infine in modo speciale agli anziani, agli ammalati, ai giovani e agli sposi novelli. Domenica scorsa abbiamo celebrato la Festa del Battesimo del Signore, occasione propizia per ripensare al proprio Battesimo nella fede della Chiesa. Riscoprite la grazia che proviene dal Sacramento e sappiatela tradurre negli impegni quotidiani di vita.

A tutti la mia benedizione.