· Città del Vaticano ·

In preghiera per i cristiani perseguitati

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07 gennaio 2022

È con il pastorale in legno di olivo, donato dagli ex detenuti della comunità Iktus della parrocchia di San Timoteo a Termoli, che Papa Francesco ha presieduto l’Eucaristia nella basilica Vaticana domenica mattina 6 gennaio, solennità dell’Epifania del Signore. Lo stesso pastorale già significativamente usato per la messa nella Giornata mondiale dei poveri, lo scorso 14 novembre, e poi per la celebrazione del 1° gennaio, solennità di Maria santissima Madre di Dio e Giornata mondiale della pace. Interamente scolpito a mano dall’artista barlettano Michele Todisco, il pastorale ha un inserto nel nodo principale con lo stemma di Francesco in micromosaico filato romano, opera della mosaicista Valentina Bracalenti.

La processione iniziale, alle 10, è stata scandita dal canto Adeste, fideles. Accompagnato dal maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Diego Ravelli, il Papa, giunto davanti alla Confessione, ha baciato e incensato la statuetta del Bambino Gesù collocata sul tronetto, accanto al libro dei Vangelo. E ha poi incensato la statua della Madre di Dio, accanto all’altare.

La prima lettura è stata proclamata in inglese da Catharine Di Rienzo e la seconda in spagnolo da suor Maria José Rey. In italiano è stato cantato il salmo e poi letto il passo evangelico.

Francesco ha baciato il libro del Vangelo con il quale ha benedetto l’assemblea. Ed è stato quindi cantato — dal diacono Isaac Bak Juryung — l’annuncio della data della Pasqua, che quest’anno cadrà domenica 17 aprile.

Alla preghiera dei fedeli Natalia Efimovich, in russo, ha invocato «Dio, che ama ogni uomo», perché «mandi i pastori della Chiesa ad annunciare a tutti la verità, li colmi del suo Spirito e li custodisca dalle logiche mondane».

E in francese Claire Riobé ha pregato perché «Dio, che dispone ogni cosa per il bene, illumini le scelte dei governanti e legislatori, li apra all’obbedienza alla verità e li disponga a servire la dignità di ogni persona».

Quindi, il maronita padre Charbel Abou Kheir, in arabo, ha pregato perché «Dio, che è consolato dalla fedeltà dell’uomo, custodisca integra la fede dei cristiani perseguitati, li fortifichi nella prova e non li faccia mai arretrare davanti alle avversità».

Suor Celia Serra, in portoghese, ha pregato perché «Dio, che si rivela a quanti lo cercano, attiri gli scienziati con la sua bellezza, li guidi con la sua sapienza e li liberi da pregiudizi e ideologie». E, infine, Jiamin Teresa Hao, in cinese, perché «Dio, che non gode della morte del peccatore, tocchi i cuori dei peccatori con la sua grazia, converta le loro vite e li consoli con la gioia del perdono».

Durante la comunione è stato intonato il tradizionale canto natalizio Astro del ciel.

Al termine della celebrazione, dopo la benedizione, il Papa si è raccolto in preghiera davanti alla statua della Madre di Dio, accompagnato dal canto dell’antifona Alma Redemptoris Mater. Durante la processione finale è stato eseguito Tu scendi dalle stelle.

Con il Pontefice hanno concelebrato ventuno cardinali: al momento della preghiera eucaristica si sono accostatati all’altare Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio, e Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi. Hanno anche concelebrato diciotto presuli: tra questi, gli arcivescovi Edgar Peña Parra, sostituto per gli Affari generali; Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati; e Jan Romeo Pawłowski, segretario per le Rappresentanze pontificie. Sono stati circa centoventi i sacerdoti concelebranti, tra i quali monsignor Luigi Roberto Cona, assessore per gli Affari generali.

Il servizio dei ministranti è stato prestato dal Pontificio collegio urbano De Propaganda Fide, che è il seminario maggiore della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.

Erano presenti, tra gli altri, il ministro italiano dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e il ministro della cultura di Singapore, Edwin Tong, che mercoledì scorso ha anche partecipato all’udienza generale nell’Aula Paolo vi .

I canti sono stati eseguiti dal coro della Cappella Sistina diretto dal maestro Marcos Pavan, accompagnato dal coro guida.

Dopo la celebrazione eucaristica, a mezzogiorno Papa Francesco si è affacciato dalla finestra del Palazzo apostolico per la recita dell’Angelus con i pellegrini presenti in piazza San Pietro.