· Città del Vaticano ·

La famiglia al centro della solidarietà tra le generazioni

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
03 gennaio 2022

La famiglia può essere intesa come un “fenomeno intrinsecamente relazionale”, unico e insostituibile, che attraverso la nascita e la cura delle nuove generazioni è in grado di rigenerare la società.

Centrarsi sulla “solidarietà tra le generazioni” significa esplicitare il ruolo specifico che la famiglia ha sia nei confronti dei propri membri, sia nei confronti delle relazioni sociali allargate. Tale azione solidale impegna le relazioni familiari, valorizzando le diverse età della vita e il loro valore profondo, così come fornendo sostegno e cura attraverso una molteplicità di attività, attente alle caratteristiche specifiche di ciascuno.

La cogenza di tale fenomeno ha sollecitato l’interesse della pastorale che negli ultimi anni ha prestato un’attenzione crescente al dialogo tra le generazioni: sia da un punto di vista della “solidarietà tra le generazioni presenti”, in un’ottica di solidarietà intergenerazionale; sia da un punto di vista della “solidarietà verso le generazioni future”, in un’ottica di ecologia umana.

Papa Francesco ha presentato il tema della “solidarietà intergenerazionale” in occasione del Congresso internazionale di pastorale degli anziani (31 gennaio 2020), titolato significativamente: «La ricchezza degli anni». In quell’occasione la generazione anziana è stata presentata quale «anello indispensabile per educare alla fede i piccoli e i giovani», nonché componente vitale delle comunità familiari, in grado di trasmettere un patrimonio di fede e memoria.

Nell’attuale contesto anche la solidarietà intergenerazionale è andata incontro a un progressivo processo di de-istituzionalizzazione, fuori da vincoli di obbligo, propri della famiglia tradizionale, e all’interno di reti familiari sempre meno prevedibili. Ci si chiede, quali direzioni e forme prenderà nel prossimo futuro? Possiamo forse pensare che le reti di scambievolezza tra le generazioni usciranno dai confini familiari tradizionali, per assumere una valenza più elettiva, reti ampie che includono soggetti senza legami strutturati? Oppure che si rarefaranno, in esperienze sempre più eccezionali, nella vita delle persone e delle famiglie, producendo nuove disuguaglianze? Il Magistero ci ricorda in moltissimi passaggi che «le crisi economiche internazionali hanno mostrato con crudezza gli effetti nocivi che porta con sé il disconoscimento di un destino comune, dal quale non possono essere esclusi coloro che verranno dopo di noi. Ormai non si può parlare di sviluppo sostenibile senza una solidarietà fra le generazioni» (Laudato si’, 159).

di Donatella Bramanti
Docente di Sociologia della famiglia e dell’infanzia