· Città del Vaticano ·

Letture
di Rosa Lupoli

Donne necessarie,
come Edith

Nella foto Edith Bruck nel secondo incontro con il Papa
05 marzo 2022

Edith Bruck, Il pane perduto,
La Nave di Teseo, 2021

Dagli anni della formazione ci hanno insegnato a celebrare la giornata per il dialogo ebraico cristiano, dalla quale è nata un’attenzione agli scrittori, in particolare ebrei, che raccontano la Shoah. Stavolta ho avuto la possibilità di leggere questo libro del 2021, finalista al Premio Strega, che nella sua essenzialità, senza indulgere su scene lette tantissime volte, racconta un arco di vita temporale che arriva ai nostri giorni. Mi colpisce la capacità di questa donna, Edith Bruck, ebrea ungherese, di riuscire a rifarsi, dopo tanta sofferenza in campi di concentramento, dopo l’ illusione perduta della terra promessa, una vita completamente diversa (è stata in vacanza anche ad Ischia, mia isola natale, nei favolosi anni ’60). Una vita senza odio ma con forte determinazione nel testimoniare cosa è successo quando, ancora oggi, idee negazioniste sembrano prendere il sopravvento. Donne così, come Edith, sono necessarie per nutrire la memoria collettiva ma anche quella di chi desidera impedire che l’orrore possa ripetersi.