· Città del Vaticano ·

I viaggi apostolici

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30 dicembre 2021

Nel martoriato Iraq dal 5 all’8 marzo, a Budapest e in Slovacchia dal 12 al 15 settembre, e a Cipro e in Grecia dal 2 al 6 dicembre, sono stati tre i viaggi internazionali compiuti da Francesco quest’anno, dopo la pausa forzata imposta dalla pandemia nel 2020. Non appena la situazione sanitaria lo ha consentito il Papa è volato a Baghdad: «Vengo come pellegrino di pace in cerca di fraternità», ha spiegato alla vigilia della partenza. Dicendosi «onorato di incontrare una Chiesa martire», il primo Pontefice a recarsi nella terra dell’antica Mesopotamia ha aggiunto: «Vengo nella vostra terra benedetta e ferita come pellegrino di speranza». Najaf, la piana di Ur, Erbil, Mosul, Qaraqosh i luoghi visitati oltre alla capitale.
Successivamente il vescovo di Roma si è recato in terra ungherese, per la messa conclusiva del 52° Congresso eucaristico internazionale, e slovacca, dove ha fatto tappa a Bratislava, Košice, Prešov e al santuario mariano nazionale di Šaštin, nel quale si venera la “Madonna dei sette dolori”.
Da ultimo, a fine anno, Papa Bergoglio ha visitato le capitali cipriota, Nicosia, e greca, Atene, concludendo il viaggio con un ritorno sull’isola di Lesbo, dove era già stato il 16 aprile 2016, per incontrarvi i migranti nel “Reception and Identification Centre” di Mytilene.