· Città del Vaticano ·

Perdurante siccità nel Paese del Corno d’Africa

Un somalo su quattro a rischio fame

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29 dicembre 2021

Mogadiscio , 29. A causa della siccità e dell’aridità del terreno, dovuta a tre stagioni praticamente senza pioggia, quasi una persona su quattro in Somalia è a grave rischio fame. È quanto rilevano fonti delle Nazioni Unite, sottolineando che 4,6 milioni di somali avranno bisogno di aiuti alimentari da qui a maggio del prossimo anno.

E la penuria di cibo e gli effetti disastrosi della siccità hanno già causato lo sfollamento di 800.000 persone, costrette ad abbandonare le loro case in cerca di luoghi più adatti a vivere. Una cifra che secondo le ultime stime delle Nazioni Unite potrebbe raggiungere il milione e 400.000 nei prossimi cinque mesi. «La siccità ha cancellato i mezzi di sussistenza e ridotto migliaia di famiglie sul bordo della catastrofe», ha dichiarato nei giorni scorsi il ministero somalo per gli Affari umanitari. La mancanza di accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari ha anche drasticamente aumentato il rischio di malattie trasmesse dall’acqua.

La gravità della situazione ha portato lo stesso governo di Mogadiscio a dichiarare di recente lo stato d’emergenza, nel tentativo di mettere mano a una crisi generale, già resa difficilissima dal conflitto in corso che da anni sta flagellando questa parte dell’Africa, che ha già portato 3,5 milioni di persone sull’orlo della carestia e potrebbe costringere a breve quasi la metà della popolazione a dovere dipendere totalmente dagli aiuti umanitari per poter sopravvivere.

La Somalia è il Paese del Corno d’Africa più gravemente toccato dai cambiamenti climatici. Negli ultimi anni sono state le catastrofi naturali — e non il conflitto — la principale causa delle migrazioni e della crisi. Le autorità somale hanno calcolato che la produzione agricola a gennaio sarà del 50-70% inferiore alla media degli ultimi dieci anni. Secondo l’Onu, «in Somalia è in gioco la vita della gente e non abbiamo tempo da perdere». La sopravvivenza di milioni di famiglie somale è, dunque, appesa a un filo.

Secondo gli esperti, si prevede che, soprattutto negli Stati meridionali, i raccolti forniranno solo il 15% del cibo necessario alle famiglie povere e il reddito derivante dalla vendita consentirà di comprare solo il 10% di ciò che le famiglie hanno bisogno per sopravvivere. Una già difficile situazione che si sta, quindi, rapidamente deteriorando.