· Città del Vaticano ·

Per rilanciare il messaggio di «Angels Unawares»

Quando una statua “parla”

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29 dicembre 2021

Sulla scultura Angels Unawares — inaugurata in piazza San Pietro da Papa Francesco il 29 settembre 2019, in occasione della 105ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato — c’è, dallo scorso 23 dicembre, una piccola targa con il codice qr per consentire di accedere facilmente a contenuti digitali che spiegano le ragioni e le caratteristiche artistiche dell’opera.

In particolare, il sito https://angelsunawares.org è disponibile in sei lingue (italiano, spagnolo, inglese, francese, portoghese e tedesco) per dare modo a tutti di conoscere meglio il significato dell’opera e anche di approfondire, attraverso gli insegnamenti di Papa Francesco, la realtà dei migranti e dei rifugiati.

«Abbiamo deciso di unire l’informazione culturale e gli insegnamenti della Chiesa negli ultimi anni, per aiutare i visitatori a passare dall’essere turisti a pellegrini in Vaticano» spiega il cardinale sottosegretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, Michael Czerny, al quale proprio dallo scorso 23 dicembre il Papa ha affidato anche l’incarico di prefetto ad interim dello stesso Dicastero. Con il codice qr , infatti, si intende promuovere una lettura complementare dell’opera che aiuti a formare e a prendere coscienza della realtà che, artisticamente, esprime.

Realizzata dall’artista canadese Timothy P. Schmalz, Angels Unawares è una scultura bronzea a grandezza naturale, raffigurante un gruppo di migranti e rifugiati di diversa origine culturale ed etnica e di differenti periodi storici. Sono rappresentati in piedi, spalla a spalla, accalcati su una zattera. Da questa moltitudine così eterogenea di persone, spuntano, al centro dell’opera, ali di angelo per indicare la presenza del sacro tra i migranti. L’ispirazione alla base dell’opera è tratta da un brano della Bibbia: «Non dimenticate l’ospitalità, perché per essa alcuni, senza saperlo, ospitavano angeli» (Ebrei 13, 2).

In occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2021 il Papa ha invitato i cattolici «ad impegnarsi, ciascuno a partire dalla comunità in cui vive, perché la Chiesa sia sempre più inclusiva». E nel suo recente viaggio apostolico a Cipro e in Grecia, Francesco ha affermato: «Il peccato che abbiamo in noi ci spinge a pensare così: “Povera gente, povera gente”. E con quel “povera gente” cancelliamo tutto. È la guerra di questo momento, è la sofferenza dei fratelli e delle sorelle che non possiamo tacere (...) Non possiamo tacere e guardare dall’altra parte, in questa cultura dell’indifferenza».