· Città del Vaticano ·

Il suggestivo omaggio floreale dei piccoli

Il Papa, dieci bambini e il Bambinello

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27 dicembre 2021

Non è stata certo la pioggia a fermare donne e uomini — tante le famiglie con bambini piccoli — che il giorno di Natale hanno voluto stringersi in un abbraccio a Papa Francesco per l’appuntamento di speranza costituito dal messaggio e dalla benedizione Urbi et Orbi. Un anno fa questo abbraccio era stato forzatamente “ridotto” per la pandemia e il Pontefice non si era affacciato dalla loggia centrale della basilica Vaticana. E così in questo Natale 2021 vedere il Papa, ascoltarlo, ricevere la sua benedizione è già un’esperienza di comunità e fraternità che punta dritto alla speranza di un oggi e di un domani migliore.

Accompagnato da monsignor Diego Ravelli, maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie, Francesco si è affacciato alla loggia a mezzogiorno in punto. Accanto a lui il cardinale protodiacono Renato Raffaele Martino e il cardinale Luis Francisco Ladaria, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, insieme al cerimoniere pontificio monsignor Pier Enrico Stefanetti.

Ad accogliere il Papa — insieme al saluto dei tanti pellegrini presenti in piazza San Pietro, sotto gli ombrelli per ripararsi dalla pioggia — l’inno pontificio eseguito prima dalla banda musicale della Guardia svizzera e poi da quella delle Forze militari italiane, che hanno anche fatto risuonare, a loro volta, le prime note dell’inno di Mameli.

Il Pontefice ha pronunciato il suo messaggio in italiano, per poi impartire la solenne benedizione, introdotta dal cardinale protodiacono per annunciare che «il Santo Padre Francesco, a tutti i fedeli presenti e a quelli che ricevono la sua benedizione a mezzo dalla radio, della televisione e delle altre tecnologie di comunicazione, concede l’indulgenza plenaria nella forma stabilita della Chiesa. Preghiamo Dio Onnipotente — sono state le parole del cardinale Martino — perché conservi a lungo il Papa a guida della Chiesa e conceda pace e unità alla Chiesa in tutto il mondo».

Al termine le due bande musicali hanno nuovamente eseguito le prime note degli inni pontificio e italiano, rendendo gli onori militari.

Prima di affacciarsi alla loggia della Benedizione, il Pontefice ha visitato il presepe allestito nella Cappella Sistina, opera di Giuseppe Passeri e Eva Antulov, ammirandone l’ispirazione rinascimentale a Raffaello con uno stile di semplicità e di attenzione alla dimensione del “particolare” e della “piccolezza”.

E quest’anno proprio i piccoli — dieci, per la precisione, di età compresa tra i 6 e gli 8 anni — sono tornati a essere protagonisti, accanto al Papa, nella celebrazione della messa nella notte di Natale, sabato 24, alle 19.30, nella basilica Vaticana.

E così a rappresentare l’Asia c’erano i bambini coreani Valentina Ian Ryu e Lydia Lee da On; l’America, i messicani Lara e Leon Guaricuyu; l’Africa, i congolesi Emmanuel e Elia Kalasa; l’Asia, gli indiani Maria Joy Irimpan e Joshua Sebi Puthusery; e l’Europa, gli italiani Flaminia Ralli e Pietro Risoluti.

E sono stati loro, i più piccoli — un anno fa la pandemia lo aveva sconsigliato — a “circondare” con composizioni floreali la statua del Bambino Gesù, posta su un tronetto proprio davanti alla Confessione, subito dopo che Francesco ha tolto il velo che la copriva, l’ha baciata e incensata. Gesti avvenuti a conclusione del canto della Kalenda e scanditi dal suono a distesa delle campane, con l’accensione di tutte le luci della basilica fino a quel momento rimasta in suggestiva penombra.

Ed è così che ha avuto inizio la messa presieduta dal Pontefice e preceduta da un momento di preghiera proprio in preparazione alla celebrazione. All’inizio della terza parte della preparazione si è, dunque, avviata la processione — accompagnata dal tradizionale canto Noel — alla quale hanno partecipato i cardinali e i vescovi. Il Papa, come detto, si è fermato davanti alla Confessione per ascoltare il canto della Kalenda, proprio dinanzi alla statua del Bambino Gesù, accanto alla quale, dopo la proclamazione in lingua italiana del passo di Luca (2, 1-14), è stato collocato l’Evangeliario.

I dieci bambini sono tornati protagonisti, sempre con Francesco, a conclusione della celebrazione. Infatti il Papa — dopo aver pregato davanti all’immagine mariana posta accanto all’altare, accompagnato dal canto dell’antifona Alma Redemptoris Mater — ha preso tre la sue mani, dopo averla nuovamente baciata, la statua del Bambino Gesù e l’ha personalmente portata davanti al presepe allestito nella cappella della Presentazione, all’altare di san Pio x , nella navata sinistra della basilica, mentre è stato eseguito il canto natalizio Adeste fideles. Qui lo ha consegnato al diacono ministrante, che l’ha collocato nella mangiatoia appositamente preparata, e lo ha incensato. I bambini hanno accompagnato Francesco in questi simbolici gesti e poi, sempre in processione, al tradizionale canto Tu scendi dalle stelle, fino alla cappella della Pietà dove hanno avuto modo di salutarlo a uno a uno.

Durante la celebrazione — le due letture sono state proclamate in spagnolo e in inglese da Maria Vasquez e Ann Haring, il salmo responsoriale in italiano — alla preghiera dei fedeli, in cinese Hao Pietro Jiaxin ha invocato Dio perché «custodisca il Santo Padre saldo nella fede, ravvivi in lui la speranza e lo abiti sempre con la sua carità». In portoghese Cristiana Monteiro ha pregato perché Dio «sostenga i governanti nel servizio dei popoli, accresca in loro il desiderio del vero bene e li guidi all’edificazione di un mondo più giusto». Quindi, in arabo, padre Ramy Haykal ha pregato perché «liberi tutti i bambini da ogni forma di violenza, accenda in loro la gioia della vita e accompagni la loro crescita in santità e sapienza». In francese Donatien Niembo perché «chiami molti giovani al presbiterato, alimenti in loro la passione per il Vangelo e li disponga a dare la vita per i fratelli». Infine, in hindi, suor Margaret Sunita Minj ha pregato perché Dio «illumini i poveri e i sofferenti con la sua presenza, riapra davanti a loro le porte della vita e li colmi con la sua provvidenza».

Al momento della Comunione è stato intonato un altro, tradizionale, canto natalizio, Astro del Ciel.

Con Papa Francesco hanno concelebrato 28 cardinali: tra loro, il decano del collegio cardinalizio, Giovanni Battista Re, e il segretario di Stato, Pietro Parolin, si sono accostati all’altare al momento della preghiera eucaristica. Hanno concelebrato anche una ventina tra arcivescovi e vescovi, e circa 130 sacerdoti.

Con i rappresentanti del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede erano gli arcivescovi Edgar Peña Parra, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, e Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati; monsignor Luigi Roberto Cona, assessore; Francesca Di Giovanni sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati; monsignor Joseph Murphy, capo del Protocollo.

I canti sono stati eseguiti dal coro della Cappella Sistina diretto dal maestro Marcos Pavan, accompagnato dal coro-guida.

Particolarmente significativo, infine, che molti pellegrini abbiano seguito la celebrazione attraverso i maxischermi in piazza San Pietro, “scaldati” dal “calore” del presepe e del grande albero.