· Città del Vaticano ·

Il saluto del cardinale decano

Camminare insieme, pregare insieme

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23 dicembre 2021

Pubblichiamo il testo del saluto rivolto al Pontefice, a nome dei presenti, dal decano del Collegio cardinalizio Giovanni Battista Re.

Beatissimo Padre,

in questo tradizionale incontro che il Natale ispira ed avvalora, ci stringiamo attorno a vostra Santità per porgerle, dal profondo del cuore, gli auguri natalizi più fervidi e anche di un nuovo anno sereno e ricco dei doni del Signore.

Siamo purtroppo in un periodo in cui l’umanità, a livello mondiale, continua a soffrire a motivo della drammatica situazione causata dal covid 19.

La pandemia, tuttavia, non ha rallentato l’intensa attività di vostra Santità; e i suoi tanti interventi sono stati un punto di riferimento nel panorama mondiale, portando luce, sostegno e conforto.

Sfidando ogni rischio, nello scorso marzo vostra Santità ha compiuto, con grande successo, una difficile visita apostolica, che è stata un balsamo sulle ferite aperte della popolazione dell’Iraq a motivo della tempesta disumana e del potere distruttivo del cosiddetto “Stato islamico” (Isis) soprattutto nella biblica Piana di Ninive, e vostra Santità ha toccato con mano le enormi distruzioni e le sofferenze dei cristiani. Quel viaggio resterà nella storia memorabile per il conforto e l’incoraggiamento dato ai cristiani e alla popolazione, che tanto aveva sofferto, ma anche per i seguenti due aspetti.

Vostra Santità ha potuto infatti realizzare quello che era stato anche un sogno di Papa Giovanni Paolo ii : pregare a Ur dei Caldei, dove Abramo, nostro padre nella fede, ricevette la chiamata di Dio circa 4.000 anni fa. Abbiamo seguito con commozione quell’incontro interreligioso, a cui hanno partecipato anche musulmani e aderenti ad altre religioni.

Inoltre in terra irachena vostra Santità ha incontrato l’ayatollah sciita Al-Sistani, evento che rappresenta un momento di grande significato nella linea di applicazione del Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato nell’anno 2019 ad Abu Dhabi con l’imam Almad Al-Tayyeb.

Nel mese di settembre vostra Santità ha poi realizzato un’altra importante visita, che potremmo chiamare il viaggio della preghiera, perché iniziato a Budapest con l’adorazione dell’Eucaristia e la messa di conclusione del Congresso eucaristico internazionale, e terminato in Slovacchia con la messa nella festa della Madonna addolorata nel santuario della Vergine dei Sette dolori, dopo numerosi incontri che hanno infuso speranza in quella popolazione che tanto ha sofferto per la fede cristiana nei duri anni in cui quei Paesi erano sotto il controllo dell’Unione Sovietica.

All’inizio del presente mese di dicembre vostra Santità ha realizzato un terzo indimenticabile viaggio apostolico: a Cipro e in Grecia, che potremmo definire il viaggio della fraternità, dell’ecumenismo, della ricerca dell’unione e del sostegno ai rifugiati e ai migranti, pronunciando parole forti contro i fili spinati ed i lager del nostro tempo.

Caratteristica di quest’anno, dal punto di vista ecclesiale, è stata la spinta della sinodalità data da vostra Santità, che sta coinvolgendo tutto il popolo di Dio in questa prima fase del processo sinodale.

A tale riguardo vostra Santità ha sottolineato che questo camminare insieme deve portare non solo ad accoglierci reciprocamente, ma soprattutto ad accogliere Cristo, Nostro Redentore, convertendoci a lui e annunciandolo con entusiasmo al mondo. Nel pensiero di vostra Santità questa fase del processo sinodale deve essere un camminare insieme non solo per dialogare, proporre e anche sognare insieme, ma innanzitutto per “pregare insieme”, cosa che non sembra essere stata pienamente percepita in tutte le diocesi nel suo profondo significato e particolarmente sentita. Solo “pregando insieme” si ricupera quello spirito e quello slancio, di cui la nostra società ha tanto bisogno per risvegliare le energie morali e spirituali sulla via della fraternità.

Facendomi voce di tutti i presenti, esprimo a vostra Santità gli auguri più cordiali che il Natale ispira e che ci fa guardare con fiducia e speranza al nuovo anno. Confermo l’assicurazione dell’impegno di tutti noi cardinali, personale della Curia romana, del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, della diocesi di Roma e delle rappresentanze pontificie nel servizio ecclesiale per il bene della Chiesa e dell’umanità.

Ci stringiamo attorno a lei, Santo Padre, in comunione di fede, di pensieri, di impegno e di sincero filiale affetto, e chiediamo la sua benedizione. Buon Natale!