· Città del Vaticano ·

I ribelli annunciano il ritiro

Spiragli di speranza per l’Etiopia

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21 dicembre 2021

Addis Abeba , 21. Uno spiraglio di luce si è acceso in Etiopia a oltre un anno dal conflitto che ha causato una delle crisi umanitarie più drammatiche a livello globale. Il Fronte popolare di liberazione del Tigray (Tplf), in guerra con l’esercito federale, ha annunciato il ritiro dalle regioni degli Amhara e degli Afar, per consentire l’afflusso degli aiuti umanitari alla popolazione stremata e assediata militarmente.

Il leader del Tplf, Debretsion Gebremichael, ha chiesto un’immediata «cessazione delle ostilità», esprimendo la speranza che il ritiro possa rappresentare «un’apertura decisiva per la pace». In una lettera inviata al segretario generale dell’Onu António Guterres, la leadership tigrina ha affermato che la proposta di cessate il fuoco è frutto dei reiterati appelli internazionali di pace. Nella missiva il governo regionale chiede anche che vengano imposti una “no-fly zone” sul Tigray, con la contestuale apertura di un corridoio umanitario, e un embargo sulle armi per Etiopia ed Eritrea.

L’annuncio è stato tuttavia accolto con scetticismo da Addis Abeba: il portavoce del primo ministro Abiy Ahmed ha avanzato l’ipotesi che possa trattarsi di un modo per «nascondere la sconfitta» dopo aver «avuto grandi perdite nelle scorse settimane». Gli Usa hanno invece espresso la speranza che il ritiro dei ribelli tigrini possa finalmente «aprire la porta a una diplomazia più ampia». Nei mesi scorsi le milizie ribelli, avanzando verso Addis Abeba, hanno fatto temere un’offensiva dagli esiti imprevedibili. La guerra in poco più di un anno ha provocato migliaia di morti e decine di migliaia di sfollati. Nel Tigray, inoltre, un blocco federale agli aiuti ha lasciato centinaia di migliaia di persone sull’orlo della carestia.