· Città del Vaticano ·

Appello comune dei presidenti di Comece e Cec alla vaccinazione contro il covid

Atto di responsabilità e di giustizia sociale

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14 dicembre 2021

Bruxelles , 14. «In questo tempo di Avvento, manifestiamo l’amore di Cristo dimostrando responsabilità e cura per tutti. Mentre la pandemia di covid-19 continua per il secondo anno consecutivo, le Chiese europee incoraggiano tutti a osservare le misure sanitarie necessarie e a vaccinarsi». È l’appello lanciato congiuntamente dal presidente della Commissione delle conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece), cardinale Jean-Claude Hollerich, e dal presidente della Conferenza delle Chiese europee (Cec), reverendo Christian Krieger, in cui si sottolinea come i contagi siano ancora in aumento nel vecchio continente, con il personale medico e paramedico esausto in ospedali che «affrontano il rischio di un imminente collasso».

Le diverse percentuali di vaccinati in Europa — si legge nel documento — offrono chiare indicazioni sulle cause di questa situazione drammatica. In vari Stati membri dell’Ue i numeri di coloro che si sono sottoposti a una vaccinazione completa rimangono ancora molto al di sotto della soglia necessaria per arginare la diffusione del virus, nonostante la disponibilità dei vaccini. «Dopo aver ascoltato gli esperti della scienza e della medicina — sostengono i presidenti di Comece e Cec — crediamo che la vaccinazione sia attualmente il modo più efficace per contrastare la pandemia e salvare vite umane, in quanto offre protezione non solo a noi stessi ma anche ai nostri fratelli e sorelle, in particolare ai più fragili tra noi». Un doveroso atto di amore e cura, quindi, ma anche di responsabilità e di giustizia sociale, rimarcano i presuli che riconoscono al contempo come la decisione di vaccinarsi possa non essere facile e le ragioni di esitazione molteplici, anche per motivi di salute. Da allontanare invece la disinformazione e le fake news sugli effetti del siero. Un ruolo importante, viene poi precisato, deve essere svolto da rappresentanti politici, comunicatori e membri delle Chiese europee ma soprattutto dagli Stati membri dell’Ue «affinché rispettino i loro impegni di condivisione del vaccino e intensifichino gli sforzi globali per un accesso equo».

Solo così, conclude l’appello, si rispetta il disegno di Dio «che ha mandato suo figlio sulla terra per esprimere il suo amore e la cura per noi. Questa buona notizia rimane molto attuale oggi. Diamo una testimonianza vivente di essa, mostriamo responsabilità e cura».