· Città del Vaticano ·

Abitare l’incertezza

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14 dicembre 2021
«I l mare gelido era pesante, non bagnava a piccoli schizzi, ma investiva come una cascata. (…) Certe onde erano talmente alte da costringere [il comandante] a volgere in su lo sguardo per poter determinare dove si dirigessero (…) Poi, quando l’acqua scivolava via, tutte le parti in ferro appena ripulite si ricoprivano di un nuovo strato di ghiaccio. E lo strato si ispessiva velocemente, sia per via delle onde, che imperversavano senza tregua, sia perché la spuma fumante sospesa nell’aria si mescolava con il turbinio dei fiocchi di neve che scendevano dal cielo». Il mare d’inverno raccontato da chi il mare lo vive quotidianamente è quasi un genere nel genere. Da dicembre a marzo, alla furia dell’acqua si somma la forza del vento e lo sferzare del gelo, come emerge da queste righe tratte da Gabbiani nella ...

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