· Città del Vaticano ·

La condizione psicologica nelle strutture

Ripensare i luoghi della detenzione

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10 dicembre 2021
Non ha ragione dividersi attorno all’ennesimo dibattito sulle condizioni di vita, se tale si può definire, nelle strutture carcerarie, se non per ribadire l’urgenza di umanizzare gli spazi detentivi, se davvero intendiamo creare i presupposti di un reale percorso riabilitativo. In questo processo, grazie agli sviluppi nello studio delle neuroscienze e della psicologia ambientale, disponiamo di un’ampia e solida casistica sulle risposte pre-riflessive ed implicite delle persone confinati in questi spazi, che suggeriscono un radicale ripensamento della forma del carcere, in modo che possa incidere positivamente sulle sfere affettive e relazionali, non solo dei detenuti, ma di tutti coloro che operano in quell’ambiente. Una concezione afflittiva dei luoghi di detenzione, non solo punisce in modo incostituzionale le persone ...

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