· Città del Vaticano ·

Il Vangelo in tasca di Leonardo Sapienza

Dio fa vivere

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09 dicembre 2021

 

Domenica 19 dicembre

Prima lettura: Michea 5, 1-4a
Salmo: 79
Seconda lettura: Ebrei 10, 5-10
Vangelo: Luca 1, 39-45

Ascoltate questa amara riflessione di Susanna Tamaro sul Natale: «Il Natale, con le sue musichette ossessive, con l’obbligo a comprare, con la presenza straripante del pancione barbuto e le sue renne, è diventato ormai un ciclico rito pagano, un altare su cui si sacrificano soldi, malumori, nevrosi. Ci si sottopone ad un obbligo ma, al tempo stesso, non si desidera altro che fuggirne perché del senso della festa non è rimasto nulla. Siamo spinti continuamente a divertirci, ma questo tipo di frenetico intrattenimento credo sia l’esatto opposto del vivere la gioia di una vera festa».

Penso possiamo essere tutti d’accordo che non è così che noi cristiani possiamo celebrare il Natale. Perché — non lo dobbiamo mai dimenticare — a Natale è Gesù che viene, che nasce, che si fa nostro fratello, che cammina con noi.

Nel Salmo responsoriale lo invochiamo: «Vieni in nostro soccorso». E nella seconda lettura Gesù dice: «Ecco, io vengo». A Natale c’è un duplice movimento.

Dio si muove in direzione dell’uomo. E l’uomo si muove verso Dio. Se noi ci mettiamo in questa prospettiva, imitiamo le due donne in attesa del vangelo, Maria ed Elisabetta.

Se vogliamo vivere in pienezza il Natale cristiano, dobbiamo ripetere come abbiamo fatto ancora nel Salmo responsoriale: «da te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome».

Solo così l’uomo scopre, finalmente, che Dio fa vivere. E che allontanarsi da lui significa perdere i contatti con la vita!

 

Il festeggiato è Cristo

 

Natale del Signore

Prima lettura: Isaia 9, 1-6
Salmo: 95
Seconda lettura: Tito 2, 11-14
Vangelo: Luca 2, 1-14

Sfoglio il supplemento di un giornale, intitolato: «Il Natale che vorrei: tutto quello che c’è da sapere sul Natale». Leggo: le tradizioni; i sapori del Natale; il Natale a...; wellness natalizio; libri sotto l’albero; mercatini di Natale; Natale al cinema. Sedici pagine, e non una parola sul Festeggiato!

Lo aveva predetto oltre cento anni fa uno scrittore francese: «Hanno fatto una civiltà senza Gesù» (Charles Péguy).

Cerchiamo di distinguere ciò che è Natale da quello che è solo natalizio. Luci, pupazzi, striscioni, vetrine ricche di regali, sono tutte cose natalizie. Ma non sono il Natale!

Ci sono molti segni in giro, molto natalizi, ma senza o quasi senza Natale. Tutte cose che, forse, per un poco riscaldano la vita, ma di certo non la soddisfano, non la riempiono di gioia.

Il Festeggiato a Natale è Cristo, però al centro della festa ci sono le nostre abitudini che soffocano il vero Natale. Riflettiamo: non ci sono due feste di Natale, una vera e una falsa; c’è un solo Natale: Cristo che viene in questo mondo, così com’è!

E la sua luce non si spegne quando finiscono le feste, ma rimane viva e calda nei cuori che la accolgono. Anche un famoso giornalista, che non è credente, ha dovuto ammettere che «a Natale sempre di meno si parla di Gesù... Non sono credente, ma questo fatto mi dispiace» (Eugenio Scalfari).

Eppure è proprio dalla nascita di questo Bambino che è partita la civiltà dell’amore e la più grande trasformazione dell’umanità! Ogni volta che ci si allontana da questo Bambino, riemergono le violenze e il calpestamento della dignità umana.

Chi si allontana da Gesù, prima o poi si ritrova nelle sconsolate parole di Pasolini, che arrivò a dire: «Mi manca sempre qualcosa, c’è un vuoto in ogni mio intuire. Ed è volgare questo non essere completo. Mai fui così volgare come in questo mio “non avere Cristo”».

Non avere Cristo! Noi abbiamo la fortuna di avere Cristo; stiamo attenti a non perderlo; a non allontanarci da lui, che è venuto su questa terra per essere “il Dio con noi”.