· Città del Vaticano ·

Con il Papa pellegrino mariano a Roma

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09 dicembre 2021

di Giampaolo Mattei

No, non era da solo Papa Francesco nel suo pellegrinaggio, poco prima dell’alba di mercoledì 8 dicembre, per rendere omaggio all’Immacolata, pregando davanti alla storica colonna mariana in piazza Mignanelli nel cuore di Roma. E scegliendo di essere lì alle 6.15 proprio perché non si creassero assembramenti in tempo di pandemia.

No, non era da solo il vescovo di Roma. Così come era soltanto fisicamente da solo il 27 marzo 2020 nello straordinario momento di preghiera in piazza San Pietro, nel pieno della prima ondata della pandemia. E i fatti hanno poi testimoniato che davvero quella sera piazza San Pietro era “piena” più che mai.

Con il Papa c’erano ieri — ci sono sempre... — donne e uomini di ogni età che nel semplice gesto della devozione all’Immacolata riconoscono una prospettiva di futuro.

Al suo arrivo, in auto, in piazza Mignanelli, accanto a piazza di Spagna, il Pontefice — accompagnato da monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura della Casa pontificia — è stato accolto dall’ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede, María del Carmen de la Peña Corcuera, e da alcuni religiosi dell’ordine dei minimi che prestano servizio pastorale nella vicina basilica parrocchiale di Sant’Andrea delle Fratte. Con sé il Papa ha portato un cesto di rose bianche e, con lo sguardo, ha seguito il vigile del fuoco che lo ha sistemato proprio accanto alla colonna. E poi li ha voluti salutare a uno a uno, quei pompieri che erano lì, in servizio, in un giorno di festa.

Davanti a Maria, il Pontefice ha pregato perché vegli con amore su Roma e sui suoi abitanti, affidandole tutti coloro che in questa città e nel mondo sono afflitti dalla malattia e dallo scoraggiamento. E i popoli che soffrono duramente per le guerre e la crisi climatica. Pregando, in particolare, perché l’Immacolata converta a sciolga il cuore di pietra di chi innalza muri per allontanare da sé il dolore degli altri.

Come già l’8 dicembre di un anno fa, a far da “cronista dell’anima” c’è il romano Francesco De Gregori — che in un’altra canzone ha dipinto un “affresco” di Pio xii pellegrino tra le bombe nel 1943 per stare accanto ai romani nel popolare quartiere di San Lorenzo — con la sua descrizione poetica dell’abbraccio tra tentativi di fede e speranza: «Poco prima dell’alba, quando il buio è più nero» canta De Gregori per “fermare” il momento della speranza. Esattamente l’ora del giorno scelta dal Papa per il suo pellegrinaggio.

Gesti semplici, popolari. I gesti del pellegrino. Proprio come quelli compiuti da tantissimi romani — e anche dalle istituzioni — che portano ogni 8 dicembre — e anche stavolta, nel rispetto delle limitazioni per le norme sanitarie — stupende composizioni e piccoli fiori — per un omaggio non formale. Da figli.

Un carattere popolare che il vescovo di Roma vive sempre più ogni volta che va a pregare davanti all’icona della Madonna Salus populi Romani. E sì, c’era anche la copia di quest’icona il 27 marzo 2020 in piazza San Pietro. E così, la mattina dell’8 dicembre, lasciata piazza Mignanelli, in auto Francesco ha raggiunto la basilica Liberiana — santuario mariano del suo pontificato — dove è stato accolto dal cardinale arciprete Stanisław Ryłko.

Ed è andato subito a pregare davanti all’immagine mariana, donandole un altro cesto di rose bianche. Nella cappella Francesco si è raccolto in preghiera. Valgono nulla le statistiche che conteggiano il numero dei pellegrinaggi di Francesco a Santa Maria Maggiore: è evidenza che ogni suo pellegrinaggio è nuovo, come fosse spiritualmente il primo. E poco dopo le 7 il Papa ha fatto rientro in Vaticano.