· Città del Vaticano ·

Quante mamme ancora? Quanti figli?

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07 dicembre 2021

«Quante madri incinte hanno trovato in fretta e in viaggio la morte mentre portavano in grembo la vita!» Le parole pronunciate da Papa Francesco domenica tra i rifugiati di Lesbo risuonano oggi con rinnovato dolore di fronte alla notizia della morte di un’altra donna migrante con il bambino che portava nel grembo. Si chiamava Avin Irfan Zahir, aveva 39 anni ed era di origine curda. Con la sua famiglia — il marito e altri cinque figli — era riuscita a superare il confine tra la Belarus e la Polonia dopo giorni al gelo della foresta. Tutti insieme volevano raggiungere la Germania e per questo, non fidandosi delle autorità, avevano deciso di continuare a nascondersi nei boschi. A trovarli, infreddoliti e affamati, alcuni volontari dell’organizzazione cristiana Fundacja Dialog. Sono stati loro ad accorgersi che la donna, incinta, stava male e a portarla, l’11 novembre, in ospedale, dove i medici hanno dovuto praticarle un cesareo, scoprendo che il bambino era morto già da diversi giorni e che la setticemia era purtroppo a uno stadio troppo avanzato. Avin è spirata il 3 dicembre, dopo una lunga agonia. A piangerla assieme al bimbo morto nel suo grembo un uomo rimasto solo con quei cinque figli che non vedranno mai più la mamma e che non conosceranno quel fratellino. Altre due vite perse nel sempre più drammatico «naufragio di civiltà» denunciato dal Pontefice sempre a Lesbo. Una ferita aperta nel cuore dell’Europa.

di Gaetano Vallini