· Città del Vaticano ·

Comunità attiva e vitale

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06 dicembre 2021

«Lascerò la Grecia, ma non lascerò voi! Vi porterò con me, nella memoria e nella preghiera. E anche voi, per favore, continuate a pregare per me». Così il Papa, al termine della messa alla Megaron Concert Hall di Atene, ha salutato la piccola comunità cattolica, che rappresenta circa l’1% della popolazione del Paese.

Rientrato nella capitale greca dall’isola di Lesbo, nel pomeriggio del 4 dicembre è arrivato alla sala concerti Megaron, considerata patrimonio culturale nazionale e tempio della musica e delle attività culturali ed educative, per celebrare la messa della seconda domenica di Avvento.

È l’immagine del deserto che viene introdotta dal Vangelo di Luca. E Papa Francesco ricorda come questa immagine porti a un paradosso: «Il Precursore prepara la venuta di Cristo in questo luogo impervio e inospitale, pieno di pericoli». Nella vita di una persona, spiega il Pontefice, «non mancano momenti in cui si ha l’impressione di trovarsi in un deserto. Ed ecco che proprio lì si fa presente il Signore». È predicando nel deserto che Giovanni rassicura sulla venuta del Signore per «liberarci nelle situazioni che sembrano irredimibili, senza vie d’uscita».

I cattolici della Grecia sono una comunità attiva e molto vitale, e sono molto emozionati sentendo le parole del Papa. Sono circa 2.000 fedeli radunati, molti giovani presenti nonostante le restrizioni sanitarie che hanno determinato misure drastiche per contenere l’aumento dei contagi. «Dalle righe del Vangelo — ha spiegato il Papa sulla scorta del brano che presenta la figura di san Giovanni Battista — emerge una sottile ironia: dai piani alti dove dimorano i detentori del potere si passa improvvisamente al deserto, a un uomo sconosciuto e solitario».

«La redenzione non inizia a Gerusalemme, ad Atene o a Roma, ma nel deserto», ha fatto notare Francesco, secondo il quale «questa strategia paradossale dona un messaggio molto bello: avere autorità, essere colti e famosi non è una garanzia per piacere a Dio; anzi, potrebbe indurre a insuperbirsi e a respingerlo».

L’acustica del tempio della musica è perfetta e risalta ancora di più la bellezza dei canti durante la celebrazione. «Dio sorprende, le sue scelte sorprendono: non rientrano nelle previsioni umane, non seguono la potenza e la grandezza che l’uomo abitualmente gli associa» ribadisce il Papa. «Dalla lingua greca — ricorda — è venuta per tutta la Chiesa questa parola che riassume il dono di Cristo: Eucaristia. E così per noi cristiani il ringraziamento è inscritto nel cuore della fede e della vita. Che lo Spirito Santo possa fare di tutto il nostro essere e agire un’Eucaristia, un rendimento di grazie a Dio e un dono d’amore ai fratelli». Il Pontefice, infine, rinnova la sua «sentita riconoscenza alle autorità civili e ai fratelli vescovi, come pure a tutti coloro che hanno collaborato a preparare questa visita».

Successivamente il sindaco di Atene ha consegnato un’onorificenza al Papa. «Al termine di questa celebrazione, desidero esprimere la mia gratitudine per l’accoglienza che ho ricevuto in mezzo a voi. Grazie di cuore! Efcharistó!», l’omaggio di Francesco.

In serata, in nunziatura, l’incontro tra l’arcivescovo ortodosso Ieronymos e il Santo Padre, con i rispettivi seguiti. Entrambi hanno firmato il Libro d’onore. «Stasera, 5 dicembre 2021, festa di San Saba, il mio seguito ed io siamo venuti per ringraziare il Pontefice e il Santissimo Fratello di Roma, Francesco, per la sua visita in Grecia. Lo salutiamo e gli auguriamo un buon viaggio. Il Santo Dio ci benedica», il messaggio di Ieronymos. Da parte sua Papa Francesco ha scritto: «Con gioia e pace incontro il mio amato fratello Ieronymos ii . Lo ringrazio per la sua fraterna bontà, la sua mitezza, la sua pazienza. Il Signore ci dia la grazia di continuare insieme questa strada di fratellanza e di pace. Ringrazio Sua Beatitudine Ieronymos ii per la generosità di aiutarci a camminare insieme. Il Signore benedica le nostre due Chiese sorelle e la Santa Madre di Dio ci aiuti».

In conclusione, lo scambio di doni: da parte del Patriarca, due volumi, uno sulla dolorosa storia dei greci dell’Asia minore all’inizio del ventesimo secolo e l’altro sui morti della rivoluzione greca. Inoltre, su richiesta di un sacerdote, ha portato al Papa un’immagine della Madonna con il Bambino Gesù. Da parte di Papa Francesco, la medaglia del viaggio e il libro sulla Statio orbis del 27 marzo 2020, a cura della Lev.

dalla nostra inviata
Silvina Pérez