· Città del Vaticano ·

Memoria d’Europa

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04 dicembre 2021

«Dio benedica la Grecia, la “memoria d’Europa”». È quanto ha scritto di suo pugno Papa Francesco sul libro d’onore del Palazzo presidenziale di Atene, al termine del primo incontro in terra ellenica. Indicando così, in questo viaggio tra le piaghe dei Paesi del Mediterraneo, che in Grecia c’è il cuore della rinascita europea. Qui, infatti, è nata la democrazia, qui l’uomo è riuscito a dare una fisionomia al vivere insieme, qui è nata la polis intesa come gestione del bene comune.

L’aereo con a bordo Francesco in mattinata è decollato da Larnaca alla volta della capitale della Grecia, seconda tappa del suo 35° viaggio apostolico all’estero, che continuerà fino alla mattina di lunedì 6 dicembre. Il veivolo è atterrato all’aeroporto internazionale di Atene, dove il Pontefice è stato accolto dal ministro degli Esteri, della Repubblica ellenica, Nikos Dendias, ai piedi della scala anteriore dell’aereo, con quattro bambini, di cui due in abiti tradizionali, che gli hanno offerto dei fiori di benvenuto.

Conclusa l’accoglienza ufficiale all’aeroporto, il Papa ha percorso i 31 chilometri che lo separavano dal Palazzo presidenziale, nel quale si è svolta la cerimonia di benvenuto. Dopo gli inni e l’onore alle bandiere, la presidente della Repubblica Katerina Sakellaropouloui e il Pontefice si sono recati in una sala per l’incontro privato. Al termine, Sakellaropouloui ha accompagnato il Papa nell’adiacente studio, dove è avvenuto lo scambio dei doni e la presentazione della famiglia. Successivamente, al termine del colloquio con il primo ministro Kyriakos Mitsotakis, Francesco ha raggiunto la sala centrale del Palazzo presidenziale per l’incontro con le autorità politiche e religiose, il corpo diplomatico, gli imprenditori e i rappresentanti della società civile e della cultura: in tutto circa 100 persone. Qui Francesco ha tenuto un discorso incisivo, ricco di spunti dove tra l’altro ha sottolineato che «l’egoismo nazionalista» in Europa, può provocare un «arretramento della democrazia», e non solo nel “vecchio continente”.

Arrivando da Cipro, dove ha trascorso due giorni e denunciato l’indifferenza di fronte al dramma dell’immigrazione, Francesco ha indirizzato un discorso altamente politico alle autorità greche, osservando con «preoccupazione» come le «facili proposte» del populismo, l’eccessiva burocrazia e la distanza delle istituzioni stiano facendo regredire la democrazia, non solo in Europa. Per questo ha chiesto un «multilateralismo» che non sia soffocato da eccessive pretese nazionaliste. La democrazia «è complessa, mentre l’autoritarismo è sbrigativo e le facili rassicurazioni proposte dai populismi appaiono allettanti», ha aggiunto Bergoglio parlando ai rappresentanti del mondo politico e civile ellenico.

In Grecia, il Papa terrà sei discorsi ufficiali e domani visiterà, per la seconda volta, il campo profughi di Lesvos, dove ancora una volta incontrerà viso a viso la drammatica esperienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo.

Nel pomeriggio di oggi, alle 16, sono in programma la visita di cortesia a Ieronymos ii , arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, presso l’arcivescovado ortodosso, e l’incontro pubblico alla presenza dei rispettivi fedeli nella sala del Trono. Alle 17.15, sempre ad Atene, il Papa si recherà nella cattedrale di San Dionigi dove saranno riuniti i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e i seminaristi; quindi, alle 18.45, l’incontro privato con i membri della Compagnia di Gesù presso la nunziatura apostolica. 

dalla nostra inviata
Silvina Pérez