· Città del Vaticano ·

Adolescenti per sempre

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19 novembre 2021

«Peter Pan ha trionfato» si legge nella bandella del libro Convertire Peter Pan. Il destino della fede nella società dell’eterna giovinezza (Milano, Ancora, 2021, pagine 124, euro 13). Ha trionfato nel cuore degli adulti e delle adulte del nostro tempo, ne ha anestetizzato il senso di prossimità e di responsabilità, convincendoli che fuori dalla giovinezza non c’è salvezza. E li spinge, giorno dopo giorno, a non risparmiare alcuna energia per restare giovani a ogni costo. Anche al costo di un loro plateale rimbecillimento e della messa a repentaglio del bene delle generazioni che ora vengono al mondo. Questo è quello che ci ha rivelato pienamente il tempo della pandemia. Questo è il “caso serio” con il quale i credenti debbono coraggiosamente confrontarsi: la conversione giovanilistica delle generazioni adulte, che manda in soffitta la categoria del credente non praticante e rende le chiese sempre più vuote. Il saggio individua in due discorsi di Papa Francesco alla Curia romana la road map per dare vita a un cristianesimo all’altezza della sfida dell'ora presente: un cristianesimo che sappia fare i conti con il cambiamento d'epoca e con l’urgenza di un rinnovamento pastorale e missionario. Nel tempo in cui la giovinezza è diventata il senso unico e l’unico senso della vita umana, è ancora possibile essere cristiani? Quale spazio resta al Vangelo nell'epoca del trionfo di Peter Pan?

Oggi l’adulto non rappresenta più il polo di compimento e di maggiore splendore dell'esistenza umana: si è letteralmente eclissato, compromettendo in modo radicale la trasmissione della fede tra le generazioni. Al suo posto, è la forma giovane dell'umano ad assurgere a stella polare del desiderio di tutti. Non cedere sulla tua giovinezza: questo è il nuovo e più importante dei comandamenti dell’uomo comune. Siamo così nell’epoca dell’adorazione della giovinezza, per utilizzare un’espressione di Papa Francesco. Non possiamo più non dirci giovani. Ma, allora, dove e come poter ancora diventare cristiani, sotto queste condizioni? Indicando la rotta di un concreto viaggio di rivoluzione evangelizzatrice delle comunità parrocchiali, e alimentando il coraggio necessario per andare oltre l’attuale “follia pastorale” di chi crede di riuscire ad ottenere risultati diversi, facendo sempre le stesse cose. L’autore propone «Dieci cose che si possono fare subito» in un capitoletto apposito. Tra «mettersi a dieta», «rifarsi gli occhi», «in alto le nostre ugole» e «Il giorno dell’ascolto», spicca un titolo-provocazione: «Depressi perché credenti o credenti perché depressi?».