· Città del Vaticano ·

Una povertà che arricchisce il mondo

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18 novembre 2021

di Karolina Bonk

Lunga è la strada tra Cracovia e Assisi! Siamo in 8 a percorrere a bordo di minibus i 1.500 chilometri che dalla Polonia ci separano dalla città del Poverello per rispondere all’invito dell’organizzazione Fratello per vivere la quinta Giornata mondiale dei poveri in pellegrinaggio con Papa Francesco. Mi accompagnano un frate cappuccino e sei uomini che hanno conosciuto la strada e sono aiutati dall’associazione San Padre Pio da Pietrelcina.

Sebastian prepara la testimonianza che deve leggere davanti al Pontefice: droghe e alcool già a sedici anni, poi i guai con la legge. Nel 2007 diventa un senzatetto, fino a che non arriva l’incontro con i volontari che lo salvano.

Esistono diverse forme di povertà — la solitudine, l’abbandono, la nostalgia — con cui ognuno di noi deve confrontarsi, ma venerdì 12 novembre la gioia è palpabile quando vediamo il Papa camminare avanzando in mezzo a noi, per le strade di Assisi e nella basilica di Santa Maria degli Angeli. «Francesco dice che siamo qui per incontrarci, vale a dire per venirci incontro l’uno con l’altro con il cuore aperto e la mano tesa», spiega Robert commentando a caldo per il resto del gruppo le parole pronunciate poco prima dal vescovo di Roma. «Oggi posso dire che è stata un’avventura che non dimenticherò per il resto della mia vita. Sono grato a Dio, a tutte le persone amiche che mi hanno aiutato, che sono state aperte con me, permettendomi di ritrovare il sorriso. Se in passato non sono stato in grado di godermi la vita, penso che d’ora in poi grazie a questo pellegrinaggio sarò una persona migliore», aggiunge commosso.

Per due giorni, noi pellegrini di Cracovia abbiamo vissuto con le altre delegazioni dell’organizzazione Fratello la gioia profonda di incontrare altri esseri umani con le stesse esperienze di difficoltà alle spalle, ma anche l’apertura del cuore e il coraggio di condividere la vita con gli altri. Per tutti i partecipanti è stata un’esperienza spirituale unica, di comunione di cuori, e un momento di unità che è scaturito dall’incontro con fratelli e sorelle che hanno vissuto sulla loro pelle diverse forme di indigenza, abbandono, scarto.

Terminato il soggiorno nella città di san Francesco, il messaggio con cui noi pellegrini polacchi siamo tornati a Cracovia, ovvero «trasformare la povertà in ricchezza da condividere con il mondo», diventerà motivo di ulteriori cambiamenti e di forza per lottare per un futuro migliore.