· Città del Vaticano ·

I funerali di un giovane siriano morto al confine tra Belarus e Polonia dove si aggrava la condizione dei profughi

Una piccola luce per Ahmad

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17 novembre 2021

Il suo sogno era di proseguire gli studi avviati in un campo profughi in Giordania. L’unico modo, deve aver pensato Ahmad Al Hasan, di riscattare un’esistenza che in diciannove anni aveva conosciuto solo guerra e fuga. E invece la vita del giovane Ahmad, iniziata nella Siria devastata dal conflitto, ha trovato la sua tragica fine al confine tra Belarus e Polonia. C’è chi dice che sia morto di freddo, c’è invece chi sostiene che sia annegato nel fiume Bug, le cui acque separano i due Paesi. Sta di fatto che le speranze di Ahmad sono rimaste per sempre impigliate in uno dei troppi reticolati — purtroppo non solo metaforici — che in tutto il mondo vengono srotolati per tenere fuori chi chiede aiuto. E così, più o meno nelle stesse ore in cui la “minaccia” dei profughi che premono al confine polacco veniva sventata con i getti degli idranti e con i fumi urticanti dei lacrimogeni, il corpo di Ahmad veniva sepolto, dopo un breve rito funebre, dalla minuscola comunità musulmana di Bohoniki. Un gesto di pietà, una piccola luce nel buio pesto dell’indifferenza. (giuseppe fiorentino)

L’aggiornamento sulla situazione al confine tra Belarus e Polonia