· Città del Vaticano ·

I saluti

Proteggere i ragazzi dagli abusi e garantire la dignità di chi lavora

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17 novembre 2021

Al termine dell’udienza generale, prima della recita del Pater Noster e di impartire la benedizione, il Papa ha come di consueto salutato i gruppi linguistici presenti e nella circostanza ha lanciato un duplice appello in vista della Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, promossa dalla Conferenza episcopale italiana, e per i lavoratori del bellunese preoccupati per il loro futuro occupazionale.

Sono lieto di salutare i pellegrini giunti dai paesi francofoni, in particolare le Suore Figlie del Cuore di Maria, gli eletti di Hauts de Saine con il Vescovo di Nanterre e il gruppo Alfabetizzazione e sanità per tutti del Camerun. San Giuseppe, venuto dalle periferie, ci aiuti a convertire il nostro sguardo e a prendere cura delle persone scartate e ai margini della società.

A tutti voi, la mia benedizione!

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i gruppi provenienti da Paesi Bassi, Danimarca e Stati Uniti d’America. In questo mese di novembre preghiamo per le persone care che ci hanno lasciato e per tutti i defunti, perché il Signore, nella sua misericordia, li accolga nel Regno dei cieli. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace di Cristo. Dio vi benedica!

Cari fratelli e sorelle di lingua tedesca, sempre e in tutte le necessità del nostro tempo e della nostra vita possiamo rivolgerci a San Giuseppe. Seguendo il suo esempio, vogliamo confidare completamente in Dio e allo stesso tempo dare il nostro umile e obbediente contributo al piano divino di salvezza.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Hoy, de modo particular, quisiera que mi mensaje llegue a todos los hombres y mujeres que viven en las periferias más olvidadas y que atraviesan situaciones de marginalidad. Que san José los proteja, no se olviden de acudir a él en todo momento con confianza y amor filial. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

Saluto cordialmente ai pellegrini di lingua portoghese. Vi invito a chiedere l’intercessione di San Giuseppe affinché possa crescere la nostra fiducia nei disegni amorosi della Divina Provvidenza e amiamo di più quelli che il mondo scarta e lascia ai margini. Dio vi benedica!

Saluto i fedeli di lingua araba. Chiediamo a San Giuseppe, che viene dalle periferie, di aiutarci a convertire il nostro sguardo e a preferire ciò che il mondo scarta e mette ai margini. E voi che vivete le periferie geografiche più dimenticate del mondo o che vivete situazioni di marginalità esistenziale, possiate trovare in San Giuseppe il testimone e il protettore a cui guardare. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga sempre da ogni male!

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. San Giuseppe, Custode della Chiesa, è un uomo dalla profonda fede, coraggioso e umile. In questo tempo, segnato da una crisi globale e dalla perdita dei valori, invochiamolo affinché ci insegni a vedere quello che il mondo colloca ai margini e rifiuta. La sua intercessione ci aiuti ad essere sensibili verso gli altri. Vi benedico di cuore.

Domani in Italia si celebra la prima Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, promossa dalla Conferenza Episcopale. Auspico che questa iniziativa possa essere occasione di riflessione, di sensibilizzazione e di preghiera per sostenere i cammini di recupero umano e spirituale delle vittime. È dovere imprescindibile di quanti hanno qualche responsabilità educativa in famiglia, in parrocchia, nella scuola, nei luoghi ricreativi e sportivi, proteggere e rispettare gli adolescenti e i ragazzi loro affidati, perché è proprio in questi posti che succedono la maggior parte degli abusi.

Il mio pensiero va ai lavoratori di Borgo Valbelluna e della zona, preoccupati per il loro futuro lavorativo. Di fronte ai loro assillanti problemi, mi unisco ai Vescovi e ai parroci del territorio, esprimendo la mia vicinanza. Rivolgo un accorato appello, affinché in questa situazione, così come in altre simili che mettono in difficoltà tante famiglie, non prevalga la logica del profitto, ma quella della condivisione equa e solidale. Al centro di ogni questione lavorativa, va sempre posta la persona e la sua dignità; quando non si guadagna il pane, si perde la dignità! Dobbiamo pregare tanto per questa gente.

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i partecipanti al Convegno del Collegamento Nazionale Santuari, il gruppo del Policlinico San Matteo di Pavia, e i fedeli di Sant’Elpidio a Mare. Vi incoraggio ad aderire con gioia alla volontà di Dio, affidandovi alla materna protezione della Vergine Maria.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, agli ammalati, ai giovani e agli sposi novelli. L’odierna liturgia fa memoria di santa Elisabetta d’Ungheria, donna di fede e di carità ardente. L’esempio e l’intercessione di questa illustre Santa della carità, aiuti ciascuno di voi a vivere una vita virtuosa, andando incontro, con animo aperto, ai poveri e quanti si trovano nel bisogno.

A tutti voi la mia benedizione.