· Città del Vaticano ·

Nel dibattito di politica generale della 41° sessione della Conferenza generale dell’UNESCO

Intervento del Cardinale Segretario di Stato
Pietro Parolin

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13 novembre 2021

Parigi, 12 novembre 2021

Signor Presidente della Conferenza generale,

Signor Presidente del Consiglio esecutivo,

Signora Direttore generale,

Eccellenze, Signore e Signori

A lei, signor Presidente della Conferenza generale, porgo i saluti più cordiali della Santa Sede e le sue congratulazioni per la sua elezione a capo di questa sessione.

A lei, signora Direttore generale, desidero esprimere una particolare riconoscenza per il suo considerevole impegno a favore della pace, attraverso l’educazione, la cultura e la scienza. Desidero ribadire in questo luogo la stima che nutre Papa Francesco per l’organizzazione che lei dirige e che, da ben 75 anni, non smette di operare e di promuovere una cultura dell’incontro tra i popoli, con la convinzione che soltanto la pace permette d’immaginare un futuro più prospero per tutti.

In questo periodo ancora tristemente segnato dalla pandemia, la possibilità di riprendere in presenza gli scambi sulle sfide dell’umanità, costituisce la “grande occasione  di esprimere il nostro essere fratelli, di essere altri buoni samaritani che prendono su di sé il dolore dei fallimenti” (1), generando nuovi processi di trasformazione.

1) Ripartire da un’educazione inclusiva e di qualità

Ripartiamo dal grido delle nuove generazioni. Esso “mette in luce l'esigenza e, al tempo stesso, la stimolante opportunità di un rinnovato cammino educativo, che non giri lo sguardo dall'altra parte favorendo pesanti ingiustizie sociali, violazioni dei diritti, profonde povertà e scarti umani” (2).

La pandemia del Covid-19 ha interrotto l’istruzione per oltre un miliardo di bambini nel mondo. A tale proposito, i piani di rilancio, come pure le azioni a favore dell’Agenda 2030, dovranno rivolgere particolare attenzione all’educazione come a un fattore fondamentale e a un catalizzatore dello sviluppo duraturo, che non esclude nessuno.

In tal senso, i reiterati appelli di Papa Francesco a favore di un Patto Educativo Global vorrebbero essere un segno concreto della disponibilità della Santa Sede a ravvivare “l’impegno per e con le giovani generazioni, rinnovando la passione per un’educazione più aperta ed inclusiva, capace di ascolto paziente, dialogo costruttivo e mutua comprensione” (3). A ciò si aggiunge l’opera instancabile di molte scuole, università e istituzioni educative cattoliche presenti nel mondo, attraverso le quali la Santa Sede continuerà a esercitare il suo ruolo per garantire a tutte e a tutti un accesso a un’educazione di qualità, che sia pienamente rispettosa della dignità della persona umana e della nostra vocazione comune alla fratellanza.

A sostegno di queste intenzioni, saremo felici di depositare nei prossimi giorni lo strumento di ratifica della Convenzione mondiale sul riconoscimenti dei titoli di studio relativi  all’insegnamento superiore. Ciò permetterà alla Santa Sede d’impegnarsi più concretamente come partner internazionale, offrendo agli Stati il proprio contributo per migliorare la qualità dell’educazione.

2. Educazione all’ecologia integrale

Peraltro, ogni sforzo volto a promuovere un’educazione di qualità è destinato al fallimento se si limiterà a fornire esclusivamente un insieme di conoscenze tecniche. In tal senso, l’UNESCO non ha mancato di affermare il suo impegno per un approccio all’educazione e all’apprendimento  che superi le dicotomie tradizionali tra gli aspetti cognitivi, emozionali ed etici (4). Si tratterà dunque d’impegnarsi a favorire una formazione umana completa: dell’intelligenza, sede della conoscenza; del cuore, sede dei valori e delle scelte morali; e delle mani, simbolo dell’azione (5).

Da parte sua, Papa Francesco insiste sul bisogno di “un nuovo approccio ecologico, che trasformi il nostro modo di abitare il mondo, i nostri stili di vita, la nostra relazione con le risorse della Terra e, in generale, il modo di guardare all’uomo e di vivere la vita”. Di fatto, soltanto “un’ecologia umana integrale, che coinvolge non solo le questioni ambientali ma l’uomo nella sua totalità, diventa capace di ascoltare il grido dei poveri e di essere fermento per una nuova società” (6).

Per rafforzare le interconnessioni tra l’educazione e la salvaguardia della casa comune, il Santo Padre, di concerto con il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, ha voluto inaugurare, lo scorso 7 ottobre, un Dipartimento di Studi sull’Ecologia e l’Ambiente in seno alla Pontificia Università Lateranense.  E grazie all’accordo sottoscritto da Papa Francesco e dalla signora Azoulay, sarà istituita in questo nuovo percorso accademico una Cattedra UNESCO sul futuro dell’Educazione alla sostenibilità (7).  

3. Etica dell’intelligenza artificiale e Scienza aperta

Affermare una visione integrale della vita e del mondo significa ammettere che “non c’è ecologia senza un’adeguata antropologia” (8). Tale è la sfida che s’impone oggi con forza davanti all’evoluzione delle capacità tecniche.

Se è innegabile che “lo sviluppo tecnologico ci ha permesso di risolvere problemi fino a pochi anni fa insormontabili” (9), è altrettanto vero che si è potuto produrre “un incantamento pericoloso: invece di consegnare alla vita umana gli strumenti che ne migliorano la cura, si corre il rischio di consegnare la vita alla logica dei dispositivi che ne decidono il valore” (10).

Per la Santa Sede, “rimane sempre valido il principio che non tutto ciò che è tecnicamente possibile o fattibile è perciò stesso eticamente accettabile (11). Per poter parlare correttamente di un’etica dell’intelligenza artificiale, sarà dunque necessario che lo sviluppo di ogni algoritmo s’iscriva sempre in una visione “algor-etica” (12) volta a comprendere, in ultima analisi “che cosa significano, in questo contesto, l’intelligenza, la coscienza, l’emotività, l’intenzionalità affettiva e l’autonomia dell’agire morale” (13).

Di conseguenza, la Santa Sede si posiziona a favore di un’intelligenza artificiale che serva ogni persona e l’umanità nel suo insieme; che rispetti la dignità della persona umana, affinché ogni individuo possa beneficiare dei progressi della tecnologia; e che non abbia come unico obiettivo un maggiore profitto o la sostituzione graduale delle persone nei luoghi di lavoro.

La Chiesa non si aspetta dalla scienza che segua soltanto i principi etici. Essa l’incoraggia a rendere un servizio positivo, che possiamo chiamare con san Paolo VI, “la carità della conoscenza” (14).  C’è qui una bella possibilità di dialogo con i principi sottesi alla suddetta Scienza Aperta. Di fatto, per la Santa Sede è anche necessario che “la ricerca scientifica metta a servizio di tutti le proprie indicazioni, ricercando sempre nuove forme di collaborazione, di condivisione dei risultati e di costruzione di reti” (15). “In tal modo, si eviterà che il futuro aggiunga nuove disuguaglianze basate sulla conoscenza, e aumenti il divario tra ricchi e poveri” (16).

4. Il patrimonio culturale della fede

La scienza e la tecnologia ci hanno aiutati a estendere i limiti della conoscenza della natura, e in particolare dell’essere umano. Ma da sole non bastano a dare tutte le risposte. Oggi ci rendiamo sempre più conto che è necessario attingere ai tesori della saggezza contenuti nelle tradizioni religiose, nella letteratura e nelle arti, che toccano nel profondo il mistero dell’esistenza umana, senza dimenticare, o addirittura riscoprendo questi contenuti nella filosofia e nella teologia.

A tale proposito, desidero ringraziare l’UNESCO per aver iscritto nella biennale degli anniversari 2022-2023 alcune figure di santi come Teresa di Lisieux e Nersete il Grazioso. La loro testimonianza ci lascia una traccia dell’inestimabile patrimonio cristiano che ha segnato la formazione socioculturale dell’umanità. Ma è anche un invito a considerare la dimensione trascendente della vita per coltivare insieme il sogno di un umanesimo solidale.

Vi ringrazio.


Note:

1) Francesco, Lettera Enciclica Fratelli tutti sulla fraternità e l’amicizia sociale, 3 ottobre 2020 n. 77.

2) Francesco, Videomessaggio in occasione dell’Incontro organizzato dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica: “Global Compact on Education. Together to look beyond”, Pontificia Università Lateranense, 15 ottobre 2020.

3) Francesco, Messaggio in occasione del lancio del Patto educativo, 12 settembre 2019.

4) Cfr. UNESCO, Rethinking Education : Towards a global common good?, Parigi, 2015, p. 39.

5) Cfr. Tavola Rotonda Interdicasteriale della Santa Sede sull’Ecologia Integrale, In cammino per la cura della casa comune. A cinque anni dalla Laudato si’. LEV, 31 maggio 2020, pp. 46 e 53.  

6)  Francesco, Videomessaggio in occasione del Lancio della Piattaforma di azione “Laudato si’”, 25 maggio 2021.

7) Cfr. Francesco, Discorso in occasione dell’Atto Accademico per l’istituzione del Ciclo di studi in ecologia e ambiente. Cura della casa comune e Tutela del Creato, e della Cattedra Unesco “sul futuro dell’educazione alla sostenibilità”, 7 ottobre 2021.

8) Francesco, Lettera Enciclica Laudato si’ sulla cura della Casa comune, 24 maggio 2015, n.118.

9) Francesco, Discorso ai Partecipanti all’Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia per la Vita, 25 febbraio 2019.

10) Ibidem.

11) Francesco, Discorso ai Partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, 18 novembre 2017.

12) Cfr. Francesco, Discorso ai partecipanti all’Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia per la Vita, 28 febbraio 2020.

13) Francesco, Discorso ai Partecipanti all’Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia per la Vita, 25 febbraio 2019.

14) Paolo VI, Discorso ai Partecipanti alla settimana di studio della Pontificia Accademia delle Scienze sulle “Forze molecolari”, 23 aprile 1966.

15) Francesco, Videomessaggio in occasione dell’Incontro internazionale “La scienza per la Pace”, 2 luglio 2021.

16) Francesco, Discorso ai Partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, 18 novembre 2017.