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I temi della settimana

Famiglie ferite e guarite

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11 novembre 2021

Nel contesto dell’Anno Famiglia “Amoris Laetitia”, lo scorso 6 novembre le coppie dell’associazione Retrouvaille sono state accolte in udienza da Papa Francesco. Coppie venute da diverse parti d’Italia e da altri 8 Paesi in rappresentanza di una realtà ecclesiale ormai consolidata che, sorta nel 1977 in Canada, conta ormai centinaia di migliaia di membri in diverse nazioni del mondo.

«Retrouvaille è un ministero di aiuto per salvare i matrimoni, una comunità internazionale di discepoli impegnati nella guarigione del loro matrimonio che, in forza dello Spirito Santo, condividono le loro storie, la loro sofferenza, i loro talenti e doni, al fine di promuovere e diffondere il ministero di guarigione», come hanno sottolineato i referenti italiani, e in Italia l’associazione ha la sua sede legale a Loreto per la presenza della Santa Casa. Le coppie partecipanti si impegnano, con l’aiuto di Dio, a diventare un segno vivente di fedeltà e misericordia anche dinanzi ai torti subiti e si sforzano di mostrare che con il perdono è possibile risanare e rinsaldare anche situazioni matrimoniali complesse e dolorose.

Le oltre 600 persone convenute sono state confermate nel loro cammino di fede e nella missione di essere un faro di speranza per chi sta sperimentando ancora una crisi coniugale e in questo senso intendo soffermarmi su alcuni aspetti menzionati dal Pontefice.

In primo luogo, Papa Francesco ha distinto la crisi dal conflitto di coppia. Se quest’ultimo può «colpire mortalmente la comunione matrimoniale» (cfr. Amoris laetitia 106) e di conseguenza «chiudere il cuore», la crisi, d’altro canto, può diventare «opportunità di fare un salto di qualità nella relazione». Ed è per questo che egli ha incoraggiato tutti i presenti, perché «oggi c’è tanto bisogno di persone, di coniugi che sappiano testimoniare che la crisi non è una maledizione, fa parte del cammino, e costituisce un’opportunità». Nel mare liquido dei rapporti in cui vivono anche i nostri cristiani, la crisi è percepita come il preludio della fine, mentre abbiamo estremo bisogno di testimoni che con la propria vita ci indichino che l’amore è anzitutto fedele e paziente e che la misericordia supera la durezza del peccato.

In secondo luogo, il Papa ha parlato di ferite. È evidente che nelle crisi coniugali si generino ferite a più livelli nella persona dei coniugi, è una realtà di fatto, e «voi siete coppie ferite che siete passate attraverso la crisi e siete guarite; e proprio per questo siete in grado di aiutare altre coppie ferite». Cioè la ferita può trasformarsi così in un «un dono prezioso sia sul piano personale sia sul piano ecclesiale». Ma in che modo si può condividere un siffatto dono? Come può un’esperienza passata, con tutto il suo carico di dolore, essere un regalo per altre persone? Francesco, rifacendosi alla Lettera agli Ebrei (cfr. 5, 2), ha ricordato come, proprio a causa dell’esperienza vissuta in carne propria, si può entrare in empatia con chi ancora sta lottando nel proprio rapporto coniugale. In questo senso è assai prezioso il vissuto di ciascuna coppia trasformata e rinata, risorta da una crisi: essa può illuminare chi ne è ancora prigioniero. È per questo che la Risurrezione di Gesù ben si addice a coloro che riconoscono i propri errori e sbagli nel matrimonio, e si donano a vicenda il perdono; essi, i coniugi, fanno veramente l’esperienza di una rinascita spirituale, di una vera e propria risurrezione di coppia.

E da ultimo, la crisi e le ferite sanate diventano quel talento evangelico che i membri di Retrouvaille sono chiamati a far fruttare per il bene della Chiesa. Il Papa, quindi, invita a farsi compagni di viaggio, ad «accompagnare» — parola assai cara ad Amoris laetitia — chi è tuttora offuscato e avvolto dalla sofferenza: «Siete stati in crisi, siete stati feriti; grazie a Dio e con l’aiuto dei fratelli e delle sorelle siete guariti, e avete deciso di condividere questa vostra esperienza, di metterla al servizio di altri». Così facendo, le coppie di Retrouvaille si mettono alla sequela del Buon Samaritano; egli sa come curare le ferite altrui perché le ha provate sul suo corpo. Questo, infatti, è il nesso che il Santo Padre ha evidenziato tra Gesù Risorto e il Buon Samaritano. Da feriti a guariti, proprio perché sanati ci si può affiancare a chi ancora è nel dolore. Da qui scaturisce il modo in cui le coppie di Retrouvaille esercitano il loro ministero di guarigione, un dono gratuitamente ricevuto dal Signore e come tale rivolto agli altri fratelli e sorelle.

Il Papa li ringrazia per il bene che generano con il loro operato, un grazie sincero a cui mi unisco di cuore, auspicando che i semi sparsi da queste coppie, con tanto impegno e sacrificio, possano trovare un terreno fecondo nella Chiesa italiana e nel mondo a beneficio dell’unità e della perseveranza del matrimonio.

*Arcivescovo prelato di Loreto
Delegato pontificio per il Santuario lauretano

di Fabio Dal Cin*