· Città del Vaticano ·

Al festival della parola

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09 novembre 2021

Un’antologia visiva e sonora, un ampio ventaglio di storie per scoprire il teatro di Elena Bono, servendo allo spettatore assaggi di dialoghi tratti dai suoi testi più belli; è questo l’obiettivo che ha fatto nascere Mi sembrò che una voce, un centone teatrale firmato da Francesco Marchitti e diretto da Domenico Galasso. La composizione drammatica è imperniata sul racconto Morte di Adamo, una narrazione essenziale, semplice e misteriosa come una visione mistica, del dialogo tra il primo uomo e Dio. Il componimento, con la sua cifra metanarrativa, è il fil-rouge che conduce lo spettatore alla scoperta della letteratura della Bono, un’”inchiesta” sul mistero della libertà dell’uomo di ogni epoca. La figura della grande scrittrice rivive sul palco la nascita dei suoi personaggi, attraverso una drammaturgia che aderisce con rigore filologico a quanto lei stessa ebbe a dire in vita a proposito del suo variegato corpus letterario. Con questo pastiche Galasso porta in scena alcuni dei momenti salienti della vis creativa dell’artista, che scelse la Liguria come terra di adozione e di ispirazione. Nell’allestimento (prodotto dal Piccolo Teatro Orazio Costa di Pescara in collaborazione con il Comune di Chiavari) che ha avuto la piazza antistante alla cattedrale di Santa Maria dell’Orto come palco, il ruolo della Bono venne affidato a Chiara Colizzi — voce italiana di attrici come Nicole Kidman, Uma Thurman ed Emily Watson. A Selene Gandini invece, fu affidato il compito di far rivivere sul palco il dialogo tra Giovanna d’Arco e la strega, momento saliente del dramma La grande e la piccola morte. (silvia guidi)