· Città del Vaticano ·

Una mostra al Palazzo della Cancelleria in vista del viaggio del Pontefice

Tra Grecia e Santa Sede quarant’anni di relazioni celebrati con l’arte

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08 novembre 2021

Donne e Madonne, giovani fioraie e signore in abiti borghesi, icone di Cristo e ritratti di santi, uomini di ogni età, anziani scrittori e giovani con corone d’oro o nella divisa da combattenti. Sono 66 le opere, principalmente ritratti e autoritratti, provenienti dalla Pinacoteca Greca, esposte da oggi, 8 novembre, fino al prossimo 8 dicembre, nel Palazzo della Cancelleria per la mostra «Comunione di persone - La rappresentazione della figura umana». Un percorso costellato da volti, corpi, profili, figure umane, appunto, nell’arte greca moderna dal periodo post-bizantino all’era contemporanea.

L’esposizione viene inaugurata oggi pomeriggio, alle 18.30, nello storico edificio in piazza della Cancelleria. Ad organizzarla è l’ambasciata di Grecia presso la Santa Sede in collaborazione con la Galleria nazionale - Museo Alexandros Soutsos, per celebrare due importanti anniversari: i 200 anni dalla Lotta del Risorgimento greco (1821) e i quarant’anni dallo scambio di ambasciatori tra la Repubblica ellenica e la Santa Sede (1980). L’iniziativa, attraverso l’arte, vuole quindi rinsaldare un legame solido quale quello tra Grecia e Vaticano, che sarà suggellato dal viaggio apostolico di Papa Francesco ad Atene e a Lesbo i prossimi 4-6 dicembre.

Cooperazione bilaterale sulle sfide contemporanee

«Questa iniziativa riflette la ferma volontà del nostro Paese di rafforzare e intensificare la cooperazione bilaterale con la Santa Sede», afferma infatti nella presentazione Nikos S. Dendias, ministro degli Affari esteri della Grecia, parlando di una cooperazione fondata «sul comune punto di vista riguardo alle contemporanee sfide di interesse globale, quali l’immigrazione, il cambiamento climatico e le sue conseguenze, e la gestione degli effetti della pandemia da covid-19».

Eredità
dal valore inestimabile

Anche l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, citando san Giovanni Paolo ii , parla di «profondi legami di natura culturale e storica» tra Grecia e Santa Sede, «così come a molte visioni comuni riguardanti la vita della comunità internazionale». Essi «acquistano una loro unicità se si considerano le origini della fede cristiana e il sentiero che i primi cristiani seguirono nella loro espansione», afferma l’arcivescovo. In particolare a Roma, dice, «la storia e l’archeologia offrono un costante ricordo di quanto il mondo latino sia indebitato alla cultura greca, che rimane un’eredità di inestimabile valore per tutta l’umanità». Sempre alla cultura greca va reso inoltre il merito di aver fatto della figura umana — tema fondamentale nell’espressione artistica di ogni popolazione — un vero e proprio «culto», che nel suo insieme «armonico e perfetto» di corpo e spirito ha trovato una delle sue espressioni più alte anche nell’arte.

Artisti di ogni epoca

Tenendo conto di questa eredità storica, come pure dello spirito dei due anniversari e al particolare carattere religioso del luogo in cui sarà allestita, la mostra pone in rilievo il passaggio dal rigore della concezione religiosa della figura umana alla libertà di sperimentazione, alla luce delle attuali correnti artistiche internazionali predominanti in Europa, con cui gli artisti dello Stato greco libero si sono confrontati dal 1830 in poi. Le 66 opere — provenienti dalle collezioni della Galleria nazionale, da musei e fondazioni, oltre che da collezioni private — sono i lavori dei più importanti pittori dell’arte greca moderna: da Nikolaos Ghyzis, Nikiforos Lytras e Georgios Iakovidis fino a Giannis Moralis, Giannis Tsarouchis e Giorgios Rorris e molti altri.

Le loro opere, riunite insieme nella mostra, rappresentano dunque una “comunione di persone” che invitano lo spettatore che varcherà gli antichi saloni del Palazzo della Cancelleria a partecipare e comprendere il mistero dell’essere umano, con la sua presenza e la sua identità catturata dall’artista. Nell’esposizione — curata da Olga Mentzafou, direttrice onoraria delle collezioni e della programmazione museologica della Galleria nazionale — si fa riferimento particolare inoltre ai princìpi estetici dell’arte bizantina che riprendono vigore negli anni 1920 e 1930, con una virata verso le fonti, lo stile Fayyum.

Il volto contemporaneo
dei greci

«La figura umana è il soggetto preferito dagli artisti nel contesto della varietà della creazione contemporanea», sottolinea il ministro Dendias. «La mostra evidenzia il ruolo decisivo della luce e del colore nel plasmare e creare il volto contemporaneo dei greci, che sono attivi in una società in continua evoluzione e si adattano a importanti cambiamenti storico-politici. Tutto ciò, riconoscendo la loro identità europea, ma allo stesso tempo preservando la loro grecità». In questo modo, rimarca il ministro, «emerge, da un lato, il contributo dello spirito europeo alla formazione della Grecia moderna e, dall'altro, l’assimilazione creativa dei valori della cultura greca da parte dell'Occidente».

di Salvatore Cernuzio