· Città del Vaticano ·

Istituita nel 1967 da Paolo vi

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08 novembre 2021

Amministrare i beni di proprietà della Santa Sede — e quelli a essa affidati da altri enti della stessa Sede apostolica — destinati a fornire i fondi necessari all’adempimento delle funzioni della Curia romana. Nasce con questo scopo oltre mezzo secolo fa l’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica), istituita da Paolo vi con la costituzione apostolica Regimini Ecclesiae Universae del 15 agosto 1967.

La successiva costituzione apostolica di Giovanni Paolo ii Pastor bonus del 28 giugno 1988 ne tratta negli articoli 172 e 173 (poi modificati con il motu proprio di Papa Francesco dell’8 luglio 2014, che ha anche abrogato gli articoli 174 e 175). Ma le sue origini storiche risalgono a Leone xiii , che il 9 agosto 1878 nominava il cardinale Lorenzo Nina, suo segretario di Stato, prefetto dei Sacri palazzi e amministratore del patrimonio rimasto alla Santa Sede dopo il 1870. Lo stesso Papa Pecci, tra il 1880 e il 1883, istituiva una commissione di cardinali per sovrintendere con voto consultivo all’amministrazione dell’Obolo e del patrimonio della Santa Sede. E nel 1891 affidava alla commissione la diretta amministrazione del patrimonio della Santa Sede, con incarico di estendere le sue competenze a tutti gli altri rami e affari economici a essa attinenti, stabilendo inoltre che la stessa commissione continuasse ad amministrare liberamente il patrimonio anche in tempo della sede vacante e rimanesse fornita delle sue facoltà fino a che non fosse disposto diversamente.

Pio xi nel 1926 disponeva la riunione degli uffici amministrativi della Prefettura e della Sezione dei dicasteri ecclesiastici alla generale Amministrazione dei beni della Santa Sede. Il dicastero risultava così costituito da due Sezioni, rispettivamente coordinate da due delegati: la Sezione ordinaria, che adempiva i compiti prima riservati all’Amministrazione dei beni della Santa Sede, e la Sezione straordinaria, costituita da Papa Ratti nel 1929 allo scopo di gestire i fondi versati dal Governo italiano alla Santa Sede in esecuzione della Convenzione finanziaria allegata al Trattato del Laterano dell’11 febbraio 1929, con l’incarico di dedicarsi ai compiti in precedenza svolti dall’Amministrazione speciale della Santa Sede.

Con il motu proprio del 2014 Papa Francesco — realizzando quella «centralizzazione della gestione economica» che rappresenta «la parte finale di un processo molto più ampio e importante avviato da Papa Benedetto xvi », come spiega il vescovo presidente Nunzio Galantino — ha abolito la suddivisione in due Sezioni. Attualmente l’attribuzione delle competenze e degli uffici del dicastero è regolata dal motu proprio I beni temporali del 4 luglio 2016.

Tra i provvedimenti più recenti riguardanti l’attività dell’Apsa, va ricordato il motu proprio del 26 dicembre 2020 Circa alcune competenze in materia economico-finanziaria, con cui il Pontefice le ha affidato la gestione degli investimenti finanziari e dei beni immobili di proprietà della Segreteria di Stato.

Riguardo al bilancio, reso pubblico per la prima volta, il 2020 ha fatto registrare un risultato gestionale di 21,99 milioni, in diminuzione di 51,2 milioni di euro rispetto al 2019. Numeri sui quali hanno pesato le conseguenze della pandemia da Covid-19.