· Città del Vaticano ·

La biografia, scritta da Ferruccio Pallavera, del salesiano che ha battezzato Papa Francesco

Don Enrico Pozzoli un grande apostolo

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08 novembre 2021

Un titolo audace per un libro che non è solo la biografia di un prete che Francesco ha definito “un grande apostolo”, ma diventa anche l’occasione per scoprire in filigrana ulteriori aspetti della personalità e della spiritualità del Pontefice. Ho fatto cristiano il Papa. Don Enrico Pozzoli, il missionario salesiano che ha battezzato Papa Francesco (Libreria editrice vaticana, Città del Vaticano, 2021) è il libro che Ferruccio Pallavera, per molti anni direttore dello storico quotidiano «Il Cittadino» di Lodi, ha dedicato al suo compaesano don Pozzoli, figura decisiva e fondamentale nell’educazione cristiana di Jorge Mario Bergoglio. E non solo: come racconta lo stesso Francesco, che ha chiamato e incontrato Pallavera alla Domus Sanctae Marthae quando ha saputo che stava lavorando a tale testo, fornendogli dettagli inediti sul suo rapporto con il salesiano lodigiano, don Pozzoli fu una figura quasi provvidenziale nella vita della famiglia Bergoglio. Grazie a lui i genitori del futuro Pontefice poterono ottenere un prestito economico in un momento di grave ristrettezza, prestito che risollevò le sorti della famiglia del futuro Papa, che così poté proseguire il cammino in condizioni più serene.

E quanto don Pozzoli fu fondamentale nell’educazione cristiana di Francesco lo testimoniano i ripetuti ricordi appassionati che egli stesso ha fatto del suo primo maestro spirituale. Come avvenne il 25 marzo 2017 davanti alle migliaia di cresimati nello stadio di San Siro, a Milano, quando ringraziò “i lombardi” per avergli donato un prete “grande apostolo del confessionale”, che gli insegnò — letteralmente — a credere e lo indirizzò a scegliere la strada della consacrazione sacerdotale nella Compagnia di Gesù.

Pallavera ha scritto una biografia di ampia portata, assecondando così il suo tratto di storico, molto scrupoloso nell’attingere agli archivi dell’istituto salesiano, anche in quel di Buenos Aires. E restituendoci così un don Pozzoli a tutto tondo: non solo il sacerdote attento ai migranti italiani presenti nella capitale argentina (per 58 anni ha lavorato in terra sudamericana), ma anche un sacerdote con alcune passioni molto umane, che ce lo rendono figura ancora più intrigante: ad esempio, il suo hobby per la fotografia (con la sua macchina fotografica accompagnò i viaggi del celebre etnografo don Alberto De Agostini nei suo viaggi in Patagonia); il suo interesse per i meccanismi degli orologi; la pratica, da apprendista, della pittura. Tutti tratti che ci restituiscono un salesiano autentico, sulla scia veritiera di don Bosco: presbitero sempre vicino alla gente, gran lavoratore, pronto alla battuta, appassionato delle cose umane perché interessato a condurre le anime a Dio Padre.

Per far conoscere ancora meglio la personalità e la spiritualità di don Pozzoli, la Libreria editrice vaticana ha promosso alcune presentazioni del volume in diverse città italiane, eventi ai quali prenderà parte l’autore Pallavera. Si inizia mercoledì 10 novembre ad Asti con la presenza del vescovo Marco Prastaro: scelta non casuale, visto che proprio dalla provincia piemontese partirono i Bergoglio verso l’Argentina. Quindi il 12 novembre un incontro a Roma alla Pontificia Università Urbaniana con la presenza del cardinale Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, Lorenzo Guerini, ministro della Difesa e già sindaco di Lodi, don Ángel Fernández Artime, rettore maggiore dei salesiani. Domenica 14 novembre, invece, nel paese di origine di don Pozzoli (Senna Lodigiana), il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, parteciperà alla cerimonia di intitolazione della piazza principale del paese proprio a don Pozzoli. Infine, mercoledì 17 novembre a Lodi il vescovo Maurizio Malvestiti e Andrea Monda, direttore di questo giornale, tratteggeranno un profilo biografico e spirituale di don Pozzoli.

di Roberto Ala