· Città del Vaticano ·

«Porto con me Katie e il suo amore nel mondo»

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04 novembre 2021

Mia figlia Katie era affetta da una grave malattia mentale chiamata disturbo bipolare. Ha convissuto con questa malattia per oltre undici anni ma alla fine, nel 2006, a 29 anni, ha perso la sua battaglia contro il suicidio. Nel suo necrologio ho scritto: «Molto spesso le persone affette da una malattia mentale sono conosciute con il nome del loro disturbo. La gente dice “è bipolare” oppure “è schizofrenico”. Nei prossimi giorni, quando parlerete di questo alla gente, per favore non usate tale frase. Le persone affette da cancro non sono cancro, quelle con il diabete non sono diabete. Katie non era bipolare, aveva una malattia chiamata disturbo bipolare. Anche Katie era una bellissima figlia di Dio. Il modo in cui parliamo delle persone e delle loro malattie riguarda le persone stesse e il modo in cui affrontiamo le malattie. Nel caso delle patologie mentali, ci sono talmente tanta paura, ignoranza e atteggiamenti che feriscono da causare un’ulteriore inutile sofferenza a quanti ne sono affetti. La nostra società non fornisce le risorse necessarie per comprendere e curare in modo adeguato i disturbi mentali. Nel caso di Katie, lei ha ricevuto le migliori cure mediche disponibili, ha sempre assunto il cocktail di farmaci che le veniva prescritto e ha fatto del suo meglio per essere in salute e gestire quella patologia, e tuttavia ciò non è bastato. Un giorno si troverà una cura, ma fino ad allora dobbiamo dare sostegno e offrire compassione a quanti sono affetti da malattia mentale, proprio come sosteniamo quanti sono colpiti da cancro, da malattie cardiache o da qualsiasi altra patologia. Sappiate che Katie era una persona dolce, stupenda, che amava la vita, le persone intorno a lei e Gesù Cristo».

Avevo sperato che il necrologio di Katie incoraggiasse un discorso aperto e sincero sulle malattie mentali e sul suicidio nella nostra piccola città di Scranton, in Pennsylvania. Quanto è accaduto è stato invece del tutto inaspettato. Il suo necrologio è diventato virale nei social media. Ne hanno parlato i mezzi di comunicazione in tutto il mondo. Il necrologio di Katie è stato visto da milioni di persone. Ecco alcuni titoli relativi al necrologio di Katie: «Amava la vita: un padre in lutto ha scritto apertamente del suicidio e delle malattie mentali nel necrologio della figlia» («The Washington Post»). «Dagli Stati Uniti una storia drammatica e un invito molto forte a ripensare il nostro modo di relazionarci con quanti soffrono di disturbi mentali» («Urban Post», Italia). «Questo padre ha utilizzato il necrologio della figlia per dire una cosa importante sul modo in cui trattiamo le persone con disturbi mentali» («The Indipendent», Regno Unito).

Sono convinto che Dio abbia usato il necrologio di Katie per trasmettere il Suo messaggio di amore. Dio ha vinto la morte tragica di Katie usando il suo necrologio per aiutare le persone a comprendere che Lui è con loro nella lotta contro la malattia mentale e che è misericordioso verso coloro che muoiono suicidi.

Di tanto in tanto visito la tomba di Katie per piangere. Ma so che non troverò Katie nella sua tomba. Il Verbo di Dio vince la morte di Katie, ogni morte, e la trasforma in nuova vita. Possiamo superare la morte di una persona cara prendendo ciò che ella ha amato e portando quell’amore nel mondo; prendiamo la sua sofferenza e la trasformiamo in servizio amorevole verso coloro che soffrono di ciò di cui anche lei ha sofferto. Ora io porto la gioia e l’esuberanza di Katie nel mondo, trasformando la sua sofferenza in servizio a quanti soffrono di disturbi mentali. È stata questa l’ispirazione che mi ha portato a unirmi ad altre persone impegnate per istituire l’Association of Catholic Mental Health Ministers (Acmhm) nel 2018. Sostiene parrocchie e diocesi nell’istituzione di ministeri della salute mentale che offrono un accompagnamento spirituale essenziale per le persone che vivono un disturbo mentale, come anche a quanti si prendono cura di loro. Forniamo fondi per avviare i ministeri, proposte di programmi formativi online e molte altre risorse pratiche.

L’Acmhm è motivata dalla preghiera offerta da Papa Francesco il 10 ottobre 2021, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, per «ricordare i fratelli e le sorelle affetti da disturbi mentali e anche le vittime, spesso giovani, di suicidio. Preghiamo per loro e per le loro famiglie, affinché non vengano lasciati soli né discriminati, ma accolti e sostenuti».

*Diacono presidente dell’Association
of Catholic Mental Health Ministers

di Ed Shoener *