· Città del Vaticano ·

Il Papa scrive ai vescovi francesi riuniti in assemblea plenaria a un mese dalla pubblicazione del rapporto sugli abusi sui minori

Portare con fede e speranza il fardello della vergogna

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04 novembre 2021

«Mentre state attraversando la tempesta provocata dalla vergogna e il dramma degli abusi sui minori commessi nella Chiesa, vi incoraggio a portare il fardello con fede e speranza, e lo porto insieme a voi»: sono le parole indirizzate da Papa Francesco ai vescovi di Francia, da lunedì scorso e per otto giorni riuniti in assemblea plenaria a Lourdes. Un incontro che avviene un mese dopo la pubblicazione del rapporto sugli abusi elaborato dalla commissione speciale indipendente guidata da Jean-Marc Sauvé, i cui dati hanno provocato un vero choc, a cominciare dal numero di persone aggredite da chierici tra il 1950 e il 2020, ovvero più di 216.000.

Nel suo messaggio, indirizzato al presidente della Conferenza episcopale francese (Cef), Éric de Moulins-Beaufort, il Pontefice si dice «convinto che insieme, e sotto la guida dello Spirito Santo, troverete gli strumenti per rendere omaggio alle vittime e consolarle, esortare tutti i credenti alla penitenza e alla conversione dei cuori, prendere tutti i provvedimenti necessari affinché la Chiesa sia una casa sicura per tutti, prendere cura del santo popolo di Dio ferito e profondamente turbato, e infine di riprendere la missione con gioia, decisamente rivolta verso il futuro».

«Nelle prove e nelle contraddizioni che siete costretti a vivere — prosegue il Papa, che recentemente ha ricevuto in visita ad limina alcuni vescovi francesi — siate certi del sostegno e della comunione della Sede Apostolica. Non dubitate che il popolo francese stia aspettando la Buona Novella di Cristo, ne ha più bisogno che mai. Per questo affido con particolare tenerezza alla vostra paterna sollecitudine l’immensa maggioranza dei vostri sacerdoti che svolgono il loro ministero con generosità e devozione, e la cui bella vocazione è purtroppo infangata. Hanno bisogno di essere fortificati e sostenuti in questo momento difficile».

Nel primo giorno dell’assemblea plenaria, per dimostrare il grande rilievo che intendono dare all’ascolto della parola delle vittime, i vescovi hanno invitato cinque di loro ad occupare i posti solitamente riservati alla presidenza dell’episcopato nell’aula grande del santuario, per testimoniare della loro terribile esperienza.

Davanti all’episcopato le vittime hanno espresso irritazione, tristezza, delusione, ma anche le loro attese e speranze. Parole «forti, difficili ma necessarie», ha ammesso Luc Crépy, vescovo di Versailles e presidente del Gruppo permanente di lotta contro la pedofilia presso la Cef. «Bisogna attuare i cambiamenti e questo è l’affare di tutti», ha dichiarato il presule alla stampa. Facendo eco alle attese delle vittime, François Touvet, vescovo di Châlons, ha ritenuto urgente passare ormai dalle parole ai fatti, non più «accontentarsi di produrre discorsi e testi», ma «agire con forza». «Dobbiamo essere all’altezza di questa aspettativa — ha insistito il presule — e non abbiamo il diritto o la possibilità di perdere questa chiamata».

Nell’aula, dove erano presenti vittime che hanno partecipato all’elaborazione del rapporto sugli abusi, molti vescovi hanno letto alcuni brani del documento. Durante i lavori si è discusso anche della questione del risarcimento alle vittime, al centro di molte attese: «La Chiesa deve riconoscere queste persone anche quando i fatti sono caduti in prescrizione», insiste Crépy. Il pomeriggio di oggi e quello di domani saranno ugualmente dedicati alla questione degli abusi, mentre un momento penitenziale è previsto sabato sul sagrato della basilica della Madonna del Rosario. Le decisioni finali, invece, verranno votate l’ultimo giorno della plenaria.

La protezione del Creato costituisce l’altro tema principale di questa assemblea d’autunno, che si svolge proprio mentre i leader mondiali sono riuniti a Glasgow per partecipare alla Conferenza Onu sul clima. Una scelta di cui si è congratulato Papa Francesco nella sua lettera. Tre mezze giornate sono dedicate alla lettura dell’enciclica Laudato si’ e alla sua attuazione nelle diocesi francesi. Il tema scelto dalla Conferenza episcopale, «Clamore della terra, clamore dei poveri», tratto dal documento pontificio, è stato scelto dai vescovi per dare la parola a persone che vivono in condizioni di precarietà. Un’iniziativa che richiama quella organizzata due anni fa dalla Cef durante l’assemblea plenaria di autunno, durante la quale ben duecento laici erano stati invitati a presentare la loro riflessione sull’enciclica di Papa Francesco.

di Charles
de Pechpeyrou