· Città del Vaticano ·

Il videomessaggio del Pontefice

In ascolto di chi è esausto e disperato

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04 novembre 2021

Si apre con il suono dell’allarme di una sveglia elettronica il video della Rete mondiale di preghiera del Papa per il mese di novembre. L’intenzione scelta da Francesco è: «Preghiamo affinché le persone che soffrono di depressione o di burn out trovino da tutti un sostegno e una luce che le apra alla vita».

È una suoneria che continua a infastidire e che inaugura la giornata di intenso lavoro di una persona anonima, senza volto. Una delle tante, come quelle che vengono inquadrate in una via cittadina stracolma di gente che cammina speditamente. Si percepiscono la fretta, lo stress, la mole di impegni a cui far fronte, confermate dal traffico caotico di veicoli che sfrecciano all’impazzata. Tanto da far esclamare a Papa Francesco: «Il sovraccarico di lavoro e lo stress, fanno sì che molte persone sperimentino un esaurimento estremo, un esaurimento mentale, emotivo, affettivo e fisico». E così «la tristezza, l’apatia, la stanchezza spirituale finiscono per dominare la vita delle persone, che si vedono sopraffatte dal ritmo della vita attuale».

Si intravede, poi, nel video un uomo con la testa reclinata in avanti, immerso nei suoi pensieri e avvolto nell’ombra. Il Pontefice prosegue il suo discorso e aggiunge: «Cerchiamo di stare accanto a chi è esausto, a chi è disperato, senza speranza, spesso ascoltando semplicemente in silenzio, perché non possiamo andare a dire a una persona: “No, la vita non è così. Ascoltami, ti do io la ricetta”. Non c’è ricetta».

Il volto dell’uomo che prima non si distingueva comincia a questo punto a illuminarsi, perché ha trovato la forza di parlare con qualcuno e di rivolgersi a un medico. Da qui, le parole del Papa: «E poi non dimentichiamo che accanto all’imprescindibile accompagnamento psicologico, utile ed efficace, aiutano anche le parole di Gesù. Mi viene in mente e nel cuore la frase: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”».

«Le nostre società, il loro ritmo di vita, le loro tecnologie sempre più veloci — ha commentato in proposito il gesuita Frédéric Fornos, direttore internazionale della Rete — favoriscono la depressione e la sindrome da esaurimento e stress chiamata “burn out”. La pandemia ha aggravato la sofferenza di molti. Papa Francesco ci chiede di pregare e di stare vicino a chi soffre di esaurimento estremo, mentale, emotivo e fisico. Un accompagnamento psicologico è necessario, ma il Papa ci ricorda che anche le parole di Gesù aiutano, offrono consolazione e cura».

Diffuso attraverso il sito www.thepopevideo.org, il filmato, tradotto in 23 lingue, è stato creato e prodotto dalla Rete mondiale di preghiera del Papa in collaborazione con l’agenzia La Machi e il Dicastero per la comunicazione.