· Città del Vaticano ·

Aperti a Roma i lavori del g 20

Un vertice per superare le distanze e affrontare le sfide comuni

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30 ottobre 2021

Roma , 30. Si è aperto oggi a Roma l’atteso vertice dei capi di Stato e di Governo del g20 , incentrato sulla lotta alla pandemia, sul rilancio dell’economia mondiale dopo la grave crisi causata dal nuovo coronavirus e, soprattutto sui cambiamenti climatici, nodo centrale da sciogliere.

“People, Planet, Prosperity” sono le parole-chiave con le quali la presidenza italiana di turno del g20 ha riassunto le sfide prioritarie che dovranno essere affrontate dalle venti maggiori economie mondiali.

Per la prima volta, su iniziativa italiana, l’Unione africana partecipa a un g20 .

Il summit si è aperto con una discussione su Economia e salute globale, a cui seguirà un forum per sostenere le piccole e medie imprese e le imprese femminili.

L’ultima sessione di lavoro, domani, sarà dedicata al cambiamento climatico, all’ambiente e allo sviluppo sostenibile. Un’intesa su questi temi tra i leader delle maggiori economie mondiali sarà fondamentale per la riuscita di un summit cruciale che inizierà il giorno dopo: la Cop26 di Glasgow.

In vista dell’appuntamento in Scozia, nella bozza di conclusioni del vertice di Roma, i leader si impegnano a rispettare l’accordo di Parigi sul clima, ovvero limitare l’aumento della temperatura a 1,5 grado, e stabiliscono come possibile scadenza per arrivare a zero emissioni l’anno 2050.

Le dichiarazioni del blocco del g20 — che rappresenta l’80 per cento del Pil mondiale, il 60 per cento della popolazione e l’80 per cento delle emissioni di gas serra — suonano come un invito a delineare azioni più mirate sul clima nel corso della Cop26, dal 31 ottobre al 12 novembre. Le distanze, però, restano ampie tra Paesi più ricchi e quelli in via di sviluppo, con questi ultimi che ritengono l’obiettivo di “zero emissioni” nel 2050 troppo gravoso per le loro economie.

Sul covid, un appello ad aumentare le forniture di vaccini per i più poveri e i migranti, realizzando il piano Act per la distribuzione di vaccini, test e cure, è stato lanciato congiuntamente da Filippo Grandi, alto Commissario delle nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), António Vitorino, direttore generale dell’Organizzazione internazionale per i migranti (Oim), e da Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’organizzazione mondiale della Sanità (Oms).

«Se vogliamo riprenderci dalla pandemia — scrivono — dobbiamo, al minimo, raggiungere l’obiettivo di vaccinare il 40 per cento della popolazione mondiale entro la fine dell’anno e il 70 per cento entro la metà del 2022».

Per far questo, hanno aggiunto, occorre «rimuovere tutte le barriere» per la vaccinazione di chi si trova lontano da casa, ma anche sostenere i Paesi a basso e medio reddito nella lotta contro il covid-19. Anche perché sono alcuni dei Paesi più poveri del mondo a sostenere il maggior peso di profughi, migranti e sfollati.

A margine della plenaria odierna sono previsti diversi colloqui, tra cui quello del presidente del consiglio dei ministri italiano, Mario Draghi, con il capo dello Stato turco, Recep Tayyip Erdoğan, e quello sull'Iran tra i presidenti statunitense e francese, Joe Biden e Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco, Angela Merkel (al suo ultimo g20 ), e il primo ministro britannico, Boris Johnson.

La giornata di ieri è stata contraddistinta da una serie di incontri. Di particolare rilievo quello a Palazzo Chigi tra Biden e Draghi, che hanno riaffermato «la forza delle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Italia». Secondo quanto riferisce la Casa Bianca, i due leader si sono detti uniti nella lotta contro i cambiamenti climatici e pronti ad affrontare nuove pandemie. Biden ha poi ringraziato Draghi «per la sua guida personale del g20 durante un anno di sfide globali che si sono susseguite».

«Su sanità, Africa, investimenti e clima sarà un g20 molto importante. E’ quello che chiamo un multilateralismo efficace», ha spiegato il presidente della Francia, Emmanuel Macron, dopo il suo incontro con Biden.