· Città del Vaticano ·

Per l’inaugurazione della nuova nunziatura apostolica

Visita in Armenia del sostituto della Segreteria di Stato

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29 ottobre 2021

È stata inaugurata lo scorso mercoledì 27 ottobre la nuova sede della nunziatura apostolica in Armenia, alla cui cerimonia ha presenziato il sostituto della Segreteria di Stato, l’arcivescovo Edgar Peña Parra.

Durante i due giorni trascorsi nel Paese, il presule ha avuto anche modo di incontrare diverse autorità istituzionali: Sua Santità Karekin ii , patriarca supremo e Catholicos di tutti gli armeni; i signori Armen Sarkissian, presidente della Repubblica, Nikol Pashinyan, primo ministro, e Ararat Mirzoyan, ministro degli Affari esteri, ai quali ha portato i saluti del Santo Padre.

«È desiderio di Papa Francesco che questa nuova casa assista il nunzio apostolico nello svolgimento della sua missione nella Repubblica d’Armenia e nella comunità cristiana locale»: sono queste le parole del sostituto durante la cerimonia di inaugurazione della nuova rappresentanza pontificia a Yerevan, nella North Avenue.

L’apertura di questa nunziatura simboleggia l’affetto di Papa Francesco per tutto il popolo armeno ed è un chiaro segno del legame e delle solide relazioni bilaterali createsi negli anni tra la Santa Sede e la Repubblica d’Armenia. Il sostituto ha sottolineato, infatti, diversi anniversari a conferma di questa relazione: il ventesimo del viaggio di Giovanni Paolo ii e il quinto della visita apostolica di Papa Francesco, nonché, quest’anno, il trentesimo dell’indipendenza della Repubblica di Armenia e quelli dello stabilimento delle relazioni diplomatiche tra l’Armenia e la Santa Sede e della nomina del primo nunzio apostolico, che ricorreranno rispettivamente nel 2022 e nel 2023.

«Gli armeni sono un popolo dalla fede profonda e questo Paese si distinguerà sempre per essere stato la prima Nazione ad avere abbracciato la fede cristiana» che «ha sostenuto questo grande popolo»: l’apertura della nunziatura, infatti, è solo una nuova tappa. «[...] Il progetto — aveva spiegato monsignor Peña Parra a colloquio in precedenza con il ministro degli Affari esteri — si è realizzato in pochi mesi perché tutti noi ci abbiamo creduto. Sono certo che questa nunziatura apostolica sarà per l’Armenia e per la più ampia comunità internazionale un simbolo della necessità di costruire ponti, di creare opportunità di incontro e di aprire nuove strade per una pace giusta e duratura».

Nei due giorni di visita in Armenia, il sostituto, sempre accompagnato dal nunzio apostolico, l’arcivescovo José Avelino Bettencourt, e dal consigliere di nunziatura monsignor Giuseppe Laterza, non ha mancato di esprimere la sua vicinanza al popolo armeno recandosi al Tzitzernakaberd Memorial Complex, la struttura dedicata alle vittime del 1915: «Offro le mie preghiere al Signore per il riposo eterno di coloro che, rimanendo fedeli agli insegnamenti del Vangelo, furono spogliati della loro dignità umana e persero la vita», ha scritto nel Libro d’onore del museo. Una storia che non deve ripetersi.

Nel pomeriggio di ieri, giovedì 28, il sostituto si è recato presso il Palazzo presidenziale, dove è stato ricevuto da Sua Eccellenza il signor Armen Sarkissian, presidente della Repubblica, al quale ha conferito, a nome del Santo Padre, l’alta onorificenza di Cavaliere di gran collare dell’ordine piano.

L’ultima tappa del viaggio è stata alla Chiesa cattolica-armena a Kanaker, luogo che raduna l’intera comunità cattolica nei suoi diversi riti. Monsignor Peña Parra ha presieduto la celebrazione eucaristica alla presenza del patriarca di Cilicia degli armeni, Sua Beatitudine Raphaël Bedros xxi Minassian, ringraziando «a nome del Pontefice e dell’intera Chiesa Cattolica» tutte le istituzioni e gli enti che si impegnano nel prestare aiuto e supporto ai più bisognosi, i padri Mechitaristi, le suore Armene dell’Immacolata concezione e le Missionarie della carità. Nell’omelia ha infine espresso il proprio compiacimento per «la “laboriosa carità” di questa Chiesa locale che attraverso molte opere porta ai fratelli la carezza di Dio, toccando — come direbbe Papa Francesco — la sua carne dolorante». Nelle prime ore di oggi, venerdì 29, l’arcivescovo Peña Parra è ripartito dal Paese del Caucaso per fare rientro in Vaticano.