· Città del Vaticano ·

Lasciamoci interrogare

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26 ottobre 2021
«M aria e l’angelo si somigliano e sono speculari anche nei gesti — nell’istante in cui il messaggero si inchina a una mortale, e la donna riceve lo Spirito Santo dentro di sé. Ma non sono identici. L’angelo rivela la presenza di Dio, che è luce — e irradia tutto intorno, batte sulla parete di fondo e illumina ogni cosa. L’angelo non ha corpo. Anche Maria ha perso consistenza»: nella cella numero 3, nel corridoio est del convento domenicano di San Marco a Firenze si trova la splendida Annunciazione del Beato Angelico. Ne Il museo del mondo (Einaudi 2014), la scrittrice Melania G. Mazzucco non si limita a descriverla con la maestria che la contraddistingue, ma la saluta come «l’opera più radicale di uno dei pittori più facili e insieme complessi della storia dell’arte». Nell’alternanza ...

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