· Città del Vaticano ·

Gli angeli c’erano già

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
26 ottobre 2021
Non ho mai provato invidia per gli angeli. E anche oggi sono felice del corpo che a loro manca e che io ho, ma ancor più della tangibile presenza degli altri attorno a me. Concretezza di voci e profili, gioco di vicinanza e distanza, intreccio di odori e richiami, diversità di tratti e somiglianze. Forse per questo, a lungo, non ho dedicato loro molti pensieri. Eppure, stando ogni giorno alle prese con il groviglio della realtà, via via più intensamente vado accorgendomi di un’esigenza. Avanzare nella maturità, anche solo anagrafica, rende acuta la domanda su che cosa sia autenticamente umano: invocazione di uno scarto, percezione di una differenza, cura per quell’unicità che non possiamo rassegnarci a vedere mortificata dal logorio delle contraddizioni. Ebbene, sempre più ho ...

Questo contenuto è riservato agli abbonati

paywall-offer
Cara Lettrice, caro Lettore,
la lettura de L'Osservatore Romano in tutte le sue edizioni è riservata agli Abbonati